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Ubuntu Light è meglio

Una versione leggera della popolare distribuzione GNU/Linux: per avere il meglio anche su computer superati.

di Nicola D’Agostino

Avete un PC vecchio? Poco potente? Un residuato bellico dell’era dei Pentium II o addirittura un Pentium che avete ormai relegato in un angolo a raccogliere la polvere o, se va bene, usate come fermaporta? Ora grazie ad una nuova iniziativa si pu&ografe; ridargli un senso ed un uso.

il logo di Ubuntu Light

Il progetto di chiama Ubuntu Lite ed è una versione alleggerita di Ubuntu Linux, modificata perché sia usabile anche su vecchio hardware ma con tutti i vantaggi che vengono dalla popolarità, attenzione e quindi cura di cui gode Ubuntu.

Niente di nuovo sotto il sole?

C’è chi obietterà che un Linux leggero e usato per "resuscitare" un vecchio PC non è nulla di nuovo e che si tratta di una pratica in auge già dai tempi dei ‘386.
Da quasi un decennio esiste infatti una categoria specifica di distribuzioni minimaliste, funzionanti e funzionali ma dalla grandezza ridotta per i sistemi embedded o per trasformare retroPC in router casalinghi (un esempio è Freesco, un Linux che funziona da un solo dischetto).
Questi Linux sono però degli "hack" e come conseguenza offrono spesso solo un set molto specifico e limitato di usi. Un grosso passo in avanti è stato fatto da alcune distribuzioni "Live" su CD come LNX-BBC, Damn Small Linux o Puppy Linux. Ridotte e gentili con processori poco potenti, avviabili ed adoperabili da CD senza installare nulla, non solo offrono all’utente curioso uno sguardo sul mondo del pinguino ma sono utilizzabili quotidianamente per girare in rete, scrivere, ascoltare musica e altre comuni operazioni quotidiane.

Start from the top

Ubuntu Lite a modo suo alza la posta in gioco e prova un altro approccio: invece di assemblare un sistema nuovo e ulteriore, parte da Ubuntu e dagli obiettivi già raggiunti che e cerca di rendere disponibili anche agli utenti di legacy sistems. Combina voglia di sperimentare con attenzione all’utente finale e punta non solo a un Linux piccolo e per il desktop ma una versione snellita di una delle distribuzioni più curate, diffuse e con una vasta scelta di software già pronto.
Il curatore, lo sloveno Matic Ahacic, ha cercato di alleggerire quanto più possibile selezionando i pacchetti allegati e sostituendo il window manager di default, Gnome, con il più leggero Icewm.

In pratica

Per chi volesse provare UbuntuLite è disponibile sul sito web un’immagine ISO da 400 mega da masterizzare tramite la quale installare il sistema su una partizione libera (purtroppo non si può usare solo da CD).
Ubuntu Lite è rivolta ai vecchi sistemi ma ha dei requisiti minimi: servono almeno 64Mb di RAM e 1,3Gb di spazio su disco. Come processore pare basti un Pentium 200MHz. Noi l’abbiamo provata con un Pentium II 500 su cui si lasciata usare senza troppi rallentamenti.

il primo login via shell in Ubuntu Lite post installazione

L’interfaccia grafica di Ubuntu Lite è spartana ma esteticamente gradevole e rassicurante per l’utente che viene da Windows.
Icewm è fornito con un tema che mima l’aspetto di XP anche se non tutte le funzionalità, cosa che può risultare spiazzante per il pubblico a cui mira il progetto.

Icewm con il tema Xp, minimale e mimetico

La dotazione di programmi non sfigura soprattutto se si considera la presenza della suite OpenOffice e la possibilità di attingere ai ricchi repositories, gli archivi di software di Ubuntu.

Un giudizio

Ubuntu Lite è un progetto ancora agli inizi e quindi acerbo: un utente poco pratico di Linux avrà problemi in fasi quali installazione e il primo lancio del sistema. Installandolo, se non si fa attenzione si rischia di pasticciare con il Master Boot Record usando cfdisk, il tool di partizionamento e sui forum di supporto si legge che c’è chi si è cancellato il Lilo. Oppure può succedere di dover passare lunghi e frustranti minuti su Google alla ricerca della username e password (me/none per la cronaca) per entrare dopo l’installazione perché non viene specificata con chiarezza.
L’idea di base è lodevole nonché originale ma ci vorranno un po’ di tempo e di sforzi perché il tutto sia alla portata anche della proverbiale "zia poco ferrata con il computer".Nel frattempo tocca ai nipoti darsi da fare per sperimentare e rendere migliore il prodotto finale.

Xubuntu

Ubuntu Lite ha una concorrente: si chiama Xubuntu.
Le differenze principali sono l’adozione di Xfce come ambiente grafico invece di Icewm e l’offerta di applicativi che si appoggiano sulle librerie GTK+ 2.

Xfce, il window manager minimale di Xubuntu

Xubuntu per ora non è disponibile come pacchetto o CD scaricabile a s&eagrave; stante ma solo come procedura di installazione a partire dalla configurazione server di Ubuntu o Kubuntu.
Le istruzioni sono disponibili sul wiki di Ubuntu in varie lingue, tra cui anche l’italiano.

Linux per tutti i gusti

Per chi ha tempo, curiosità ed un pizzico di abilità tecnica, le distribuzioni di Linux sono un universo affascinante e quasi infinito da esplorare.
Un buon punto di partenza è la lista curata dagli editor della directory Dmoz. Più universale e dettagliato è l’elencone disponibile su linux.org in cui si può scegliere da numerose opzioni e caratteristiche come la lingua di localizzazione, la categoria (sicurezza, per uso personale, per i giochi) e soprattutto la piattaforma (x86, PPC, Alpha, Sparc, Itanium, Motorola 68k, mainframe a 64bit ed altre ancora).
Per chi invece va a caccia di immagini ISO per masterizzare i CD (Live o per installazione) risulta molto utile anche l’apposita risorsa Linuxiso.org.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hacker Journal" n. 100 del 04/05/2006



Pubblicato il 4/05/2006 e archiviato in: articoli  
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