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Ubuntu Muslim Edition

Il pinguino di Linux al servizio della fede musulmana.

di Nicola D’Agostino

La libertà e gratuità di GNU/Linux e del suo ecosistema software sono alla base delle innumerevoli versioni del sistema operativo che ha per simbolo un pinguino. Alcune si rivolgono a chi si occupa di sicurezza, altre ai creativi multimediali e altre ancora fanno concorrenza al salotto digitale di Microsoft. Ci sono poi le versioni localizzate per particolari paesi, lingue e culture ed è in questa categoria che rientra UbuntuME. Non si tratta di un rimando al famigerato WindowsME: le due iniziali finali stanno per “Muslim Edition” e la distribuzione è una personalizzazione di Ubuntu Linux rivolta a studiosi e devoti di religione musulmana.

gdmsplash

UbuntuME

La differenza principale rispetto alla versione standard è che UbuntuME include software e contenuti islamici per il momento della preghiera e lo studio del Corano, ma non solo.

L’ultima release disponibile, al momento della stesura di questo articolo, è la 8.04.1, che consigliamo di reperire attraverso DistroWatch, più aggiornato del sito ufficiale. Totalmente gratuita, UbuntuME è ora scaricabile come immagine DVD da poco meno di 4GB ma in precedenza era distribuita sotto forma di due CD.
È ovviamente incluso l’ambiente grafico Gnome e tutti i software di produttività personale, da ufficio e per la navigazione e comunicazione come OpenOffice, Firefox, Thunderbird, Evolution, Gimp, Scribus, Skype, Adobe Reader ma il punto di forza di UbuntuME è altrove.

Login di Ubuntu ME

Gli strumenti

La cura messa in UbuntuME è notevole e appare sin dall’inizio sia sul versante grafico (con sfondi, temi, ecc.) che su quello funzionale con l’installazione di pacchetti di localizzazione (per Gnome, la Console e Mozilla Firefox) nonché font arabi e curate personalizzazioni (persino di grub). Ma l’aspetto più interessante è l’inclusione (e settaggio) di strumenti e contenuti specifici per l’utenza musulmana ed per le sue esigenze religiose.

Il principale è Zekr in versione 0.7.0: si tratta di un software multipiattaforma in Java per lo studio del Corano. Permette di consultare o ricercare il testo sacro mostrando anche la traduzione. Zekr, che è free e open ed evidenzia il motto “Non speculare sl profeta” è fornito sui supporti già configurato e incluso di numerosi file audio (circa 2GB, motivo della scelta del DVD) tratti dal sito www.versebyversequran.com per le recitazioni “offline”.

Zekr, incluso in Ubuntu ME

Altro software è Minbar che calcola e avverte per tempo di pregare e un compito simile è svolto da un’estensione per il browser Firefox allegata, “Pray Times”. Sempre per questa esigenza c’è Monajat, che fa apparire automaticamente un popup quando è il momento con il testo per pregare. Troviamo poi Hjira, un calendario arabo, e Thwab, un’enciclopedia islamica elettronica portabile.

Completa il set di strumenti l’inclusione di un sistema di “parental control” e cioè di filtri di contenuti osceni o “inappropriati” per la navigazione dei siti web. È chiamato Webstrict ma altrove semplicemente WCC, Web Content Control, e come gli altri tool è già attivato di fabbrica nell’installazione di UbuntuME. Per i più curiosi in realtà si tratta di un front-end basato su Dansguardian. e su Tinyproxy.

Usate Ubuntu? Convertitevi!

Chi ha già installato Ubuntu e ha bisogno di quanto offerto dalla Muslim Edition può ottenerlo con una procedura avviata e selettiva. Sul sito ufficiale poco dopo la procedura di installazione è descritto anche come “convertire” una installazione standard di Ubuntu 8.04 o precedente a UbuntuME.
La procedura è composta dall’aggiunta del repository di UbuntuME nel file /etc/apt/sources.list e quindi nell’uso di aptitude (dopo averlo aggiornato) per aggiungere i pacchetti necessari.

Ubuntu CE

La Muslim Edition non è la prima edizione “religiosa” di Ubuntu: sin dal 2004 è in circolazione Ubuntu CE e cioè Ubuntu Christian Edition. Anche in questo caso la differenza la fanno software e materiale vario aggiunti per devoti che includono strumenti per lo studio (GnomeSword e BibleTime), e memorizzazione (gVerse e BibleMemorizer) della Bibbia oltre a un “rosario virtuale” e filtri per la navigazione basati su DansGuardian.

Una versione di questo articolo è stata (probabilmente) pubblicata su "Hacker Journal" n. 160 del 25 settembre 2008



Pubblicato il 25/09/2008 e archiviato in: articoli  
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