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This Is It: Sony, Apple iTunes & l’affare Michael Jackson

Incredibile ma vero: la ghiotta occasione dell’uscita di materiale inedito di Michael Jackson convince Apple a piegarsi ad alcune delle richieste targate Sony. “This is it” non sarà disponibile come download singolo.

di Nicola Battista e Nicola D’Agostino

Il brano “This is it‘ di Michael Jackson, lanciato su iTunes in questi giorni, non è acquistabile a parte ma solo insieme ad altri brani.

È l’effetto di una aspra negoziazione tra Apple e la casa discografica di Jackson, la Sony, che pare abbia posto e ottenuto come condizione alla vendita in digitale la non disponibilità del brano “a la carte”.

I termini dell’accordo vedono gli altri brani, classici già editi, acquistabili a parte ma non “This is it“, riservato solo a chi compra tutto il disco o in alternativa in un EP digitale composto da altre sei canzoni inedite. Anche se quest’ultima è una concessione ad Apple, si tratta di un altro precedente di deroga alla formula originaria di Cupertino per gli acquisti di musica sull’iTunes Store.

iTunes Store - This Is It - Album and EP

Già all’inizio di quest’anno l’azienda ha dovuto cedere alle richieste delle etichette discografiche, facendo marcia indietro sul prezzo unico e lasciando via libera ai cosiddetti ”prezzi variabili” (tradotto: mediamente più alti) in cambio del passaggio ad un formato audio privo di protezioni Drm.

La vendita di “This is it” solo con altri brani è un’altra importante eccezione dato che sinora mai singoli ma solo brani minori, extra – magari brani di lunghezza superiore alla media – o comunque secondari sono stati messi “in bundle“.

Da Paul Anka al “This is it” di iTunes

La storia del brano è complicata: Paul Anka asseriva di esserne il coautore ed avrebbe dovuto interpretarla in duetto con Jacko addirittura nel 1983, con il titolo “I never heard“. Resta invece nel cassetto (Anka addirittura accusa Jackson di aver prelevato i nastri) ma, con questo titolo, esce nel 1991 interpretata dalla cantante di origine portoricana Sa-Fire. Nel 2009, dopo la morte di Michael Jackson, Sony diffonde “This is it” ma solo come singolo radiofonico. Quattro versioni molto suonate in diversi paesi ma non disponibili al pubblico, in attesa di un’uscita su un album. Criticata da una parte dei fan la “mistificazione” operata aggiungendo le voci dei fratelli di Jacko per “completare” e abbellire la traccia originale, fatta di solo piano e voce. Rabbia da parte di Paul Anka per non essere stato inizialmente citato come coautore; ma dopo la minaccia di grane legali e rapide trattative tra avvocati, ecco che oggi “This is it” risulta a tutti gli effetti come derivata da “I never heard e accreditata sia ad Anka che a Jackson. Chi scrive ha tra l’altro avuto modo di verificare direttamente la presenza di Paul Anka come coautore esaminando il repertorio online della società di autori BMI.

Tornando ad Apple e Sony, trovare un accordo era ovviamente nell’interesse di entrambe le corporazioni. Per entrambe l’occasione era troppo ghiotta, quindi Apple ha ceduto e la casa discografica ha concesso l’acquisto anche con l’EP.

La scelta di Sony potrebbe però rivelarsi controproducente: la formula in allegato all’album/EP e la mancata pubblicazione di un singolo sia fisico che digitale, garantisce vendite medie più alte ma preclude al brano la presenza nelle classifiche dei singoli online e non. Alcuni dei primi commenti sullo store americano di Apple contestano la mancata disponibilità del brano come singolo download. Peraltro gli altri pezzi sono pure a prezzo maggiorato (1,29 dollari contro la media di 99 centesimi). Diciamo che la pubblicazione dell’EP di soli inediti – due versioni di “This is it“, tre altri brani in versione “demo” e la poesia “Planet Earth” – ha in un certo senso “salvato la faccia” a Sony ed Apple e impedito un flop di quest’uscita, datosi che i brani altrimenti contenuti nella versione doppio cd sono per la maggior parte ampiamente editi in numerose altre pubblicazioni.

Da notare che Motown/Universal si prepara invece a far uscire un intero album di soli inediti – ben 12 – dei Jackson 5 (“I want you back! Unreleased Masters“, previsto per il 6 novembre in cd e ovviamente anche sui vari servizi online).

Un pericoloso precedente?

In un altro caso spinoso, il risultato era stato differente: nel 2007 i Radiohead rifiutarono di vendere un loro album su iTunes in brani singoli, preferendo considerare l’opera completa come un tutt’uno e quindi vendibile solo in bundle. Alla fine, però, fu il gruppo a piegarsi. iTunes era troppo importante per non esserci.

Considerazione finale: se è comprensibile il negoziato dal punto di vista di Apple – l’occasione era troppo ghiotta per lasciare magari l’affare in mano ad Amazon Mp3 o altri – tutto ciò è un precedente in un certo senso pericoloso. Che farà la Mela se e quando un domani EMI e Apple Corps renderanno – finalmente – disponibili i master dei Beatles?

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 31/10/2009 e archiviato in: articoli  
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