Mytech – Swarmstreaming, l’erede di Bit Torrent
A distanza di circa quattro anni dalla sua prima incarnazione sotto le spoglie di Swarmcast, ritorna la tecnologia ideata da Justin Chapweske, che fa propria reinterpretandola la filosofia del celebre e discusso servizio P2p.
di Nicola D’Agostino
Sotto il nome di Swarmstreaming si cela la terza generazione della condivisione on line resa celebre da Bit Torrent.
Ideatore di Swarmstreaming è Justin Chapweske, a tutti gli effetti “padre” della tecnologia, chiamata “swarming” dal nome del primo programma da lui rilasciato nel 2000, Swarmcast.
A distanza di quattro anni Chapweske ha ulteriormente migliorato e consolidato la sua idea e ha lanciato Swarmstreaming. Se la prima generazione di questi programmi richiedeva che i file per la condivisione fossero completi e decodificati, grazie a Swarmstreaming e alle sue funzioni di “progressive playback” è ora possibile fruire immediatamente del contenuto mentre questo è ancora in corso di scaricamento.
I nuovi algoritmi di Swarmstreaming permettono cioè di trasformare ciò che era in origine un download distribuito in una nuova modalità di streaming, mantenendo al contempo le note caratteristiche di condivisione di Bit Torrent per cui non sono necessari server appositi e al crescere degli utenti cresce anche la velocità e l’affidabilità della condivisione.
Tra le innovazioni introdotte da Chapweske, segnaliamo inoltre la promessa di una buona qualità di riproduzione video (si parla di fluidità anche in caso di congestione della rete) e addirittura l’accesso casuale. Secondo le specifiche di Swarmstreaming, di cui è disponibile un kit per sviluppatori, l’utente non solo potrà guardare o ascoltare da subito ma non sarà costretto a farlo in maniera sequenziale.
Grazie alla facoltà del software di “richiedere” una specifica porzione di contenuto sarà possibile saltare ad un punto specifico del file, per esempio alla fine di un film.