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Storia delle distribuzioni commerciali di Linux

Qual’è la prima distribuzione Linux? E la più longeva? E quella con più filiazioni? Storia, legami, statistiche, curiosità e fatti poco noti sul mondo *Linux.

di Nicola D’Agostino

La vitalità di Linux è tale che esistono distribuzioni di ogni tipo e per tutti i gusti e ci sono siti come DistroWatch che documentano uscite e novità.
C’è chi ha provato a realizzare alberi genealogici o a tenere traccia di nascite, morti, parentele, matrimoni, cambi di strategia, accordi: su Internet si trovano vari schemi e grafici come quello di Linuxhelp. Queste mappe non mostrano però in uno degli aspetti più interessanti, quello storico.

E in principio fu… Yggdrasil

La palma di prima versione commerciale di Linux va a Yggdrasil di Adam Richter. Richter scelse un nome epico, tratto dalla mitologia nordica, per quella che è stata definita una versione “plug n play” di Linux, addirittura criticata per l’inclusione di estensioni di sistema non compatibili con le distro dell’epoca. Yggdrasil Linux 1.0 fu resa disponibile nel novembre del 1992 e costava 49.95 dollari statunitensi.

Slack(y) per gli amici

Il pinguino con la pipaPurtroppo l’ultimo aggiornamento di Yggdrasil risale al 1998. Questo dato rende di fatto la più longeva una distribuzione resa disponibile per la prima volta nel giugno del 1993 (ma secondo qualcuno la data è aprile). Il suo nome? Slackware Linux!

Creata e tuttora curata da Patrick Volkerding, Slackware era inizialmente solo una versione migliorata di SoftLanding System (SLS), un pacchetto un po’ bacato per l’installazione di Linux. Il nome Slack(ware) fu scelto inizialmente da Volkerding come citazione della “Church of the Subgenius” (e il pinguino ha una pipa in bocca come il “dio” di questa buffa chiesa, Bob) e per sottolineare che non era un progetto da prendere troppo sul serio.
Sono però passati quasi quindici anni e la distro è ancora qui ed è considerata una delle più libere e fedeli allo spirito originale di Torvalds & C.

Debian

Il logo di Debian LinuxC’è però chi non concorda (è un mondo libero, anzi, free) e se Volkerding avesse temporeggiato ancora un po’, il titolo di più vecchia apparterrebbe a Debian Linux, rilasciata per la prima volta il 16 agosto del 1993 da Ian Murdock.

Di sicuro Debian si aggiudica la palma di versione più diffusa e quella su cui più aziende e progetti si sono basati per creare derivazioni, alcune molto note. Sul sito di Debian si trova una lista (parziale) dei “figli” di Debian che include l’esperimento Corel Linux (si dice morto per manovre di Microsoft), il suo erede Xandros, la contestata Lindows/Linspire, il capostipite dei Live CD Knoppix e ovviamente Ubuntu che ha ormai superato in popolarità e fortuna la stessa Debian.

Un cappello rosso molto famoso

Andiamo avanti e giungiamo al novembre 1994: è durante quest’anno che Marc Ewing fonda Red Hat, destinata a diventare LA distribuzione commerciale GNU/Linux di riferimento. Red Hat nel corso di questi anni ha sicuramente preso decisioni e svolte criticabili e contestabili ma ha l’indubbio merito di aver reso visibile Linux contribuendo alla diffusione e al successo del sistema operativo libero e dell’imprenditoria open source.

SCO… Linux?

Sembrerà incredibile ma la società che più di tutte ha cercato di ostacolare il futuro del sistema operativo del pinguino in questi anni ha nel suo passato almeno due distribuzioni Linux a suo nome. Stiamo parlando di SCO, o meglio dell’azienda che ne ha assunto nel 2000 il nome dopo averne acquisito gran parte del codice, diritti e marchi, Caldera.
Caldera OpenLinux 1.0 risale al 1996, solo due anni dopo la nascita della ditta per mano di un ex amministratore Novell (tutto quadra, no?) e non è nemmeno il primo tentativo di studiare e proporre un suo Linux commerciale.

Avvio di Caldera OpenLinux

Già nel 1995 sotto il nome di Caldera Network Desktop (CND) fu rilasciata una beta di sistema operativo basata sul kernel Linux 1.2.13 che includeva il browser Netscape e persino l’interfaccia Looking Glass di SUN. CND è durata solo due anni e in generale alla fine degli anni ’90 Caldera ha ritirato i suoi prodotti basati su Linux (tra cui un eServer, solo a pagamento) visto che aveva perso l’interesse anche di “mamma” Novell, che preferì investire in azioni Red Hat (!). Anche se ha in seguito rinnegato il suo passato e cercato di tacere o quantomeno minimizzare i suoi legami con il sistema free, SCO/Caldera ha vari innegabili primati tra cui quello di essere stata la prima a rilasciare una distribuzione con software commerciale e anche proprietario. OpenLinux infatti includeva StarOffice, dialogava – ovviamente – con lo standard Novell Netware ed era riconosciuta dalle aziende al pari dei prestigiosi sistemi UNIX e Unix-like: OpenLinux fu l’unico sistema Linux ufficialmente supportato da Netscape.

SuSE

Il logo di SuSE LinuxChiudiamo con un’altra distribuzione molto nota, che affonda anch’essa le sue radici nei primi anni ’90. Nata originariamente come versione tedesca di Slackware, S.u.S.E nasce alla fine del 1992 come ditta di consulenza UNIX oltre che pacchettizzazione e documentazione di distribuzioni di terzi. Nel 1997 è sbarcata anche negli USA con una sede in California e nel 2003 è stata assorbita da Novell.
La primissima versione di SuSE Linux, basata su SLS/Slackware è del 1994 e in seguito solo nel 1996 con la 4.2 divenne una distribuzione davvero originale che però ha continuato a non disdegnare di adottare standard e soluzioni di altri, come la concorrente Red Hat.

Unix (e Linux) secondo Messier Levenez

Per chi vuole avere un quadro della storia di UNIX e del posto di Linux e BSD è disponibile da alcuni anni una eccellente cartina.
Visionabile via browser (a pezzi) oppure scaricabile e stampabile in formato Postscript e PDF è curata da anni dal francese Éric Lévénez, che la cura ed aggiorna su una piattaforma molto particolare, una macchina NeXT. Seppure vasta e larghissima, la mappa di Lévénez è un diagramma semplificato di UNIX che l’autore definisce come “la cima di un iceberg con un pinguino sopra”.

Turbolinux: dall’Asia con licenza

Qualche anno fa Linspire si è fatto notare (e criticare) per l’inclusione di plugin e codec proprietari, tra cui quelli Microsoft, una mossa volta a far accomodare meglio il sistema operativo del pinguino sul desktop (e nei salotti). In realtà sembra che sia stata l’asiatica Turbolinux la prima a includere codec made in Redmond.

La distribuzione è attiva sin dal 1993 e molto forte in Cina ma praticamente sconosciuta in occidente: alla fine del 2004 ha aggiunto il supporto a Microsoft Windows Media nella versione desktop insieme ad altri componenti proprietari sempre su licenza per la visione di filmati online e da DVD oltre che per supportare la scrittura con font Kanji.

Una versione abbreviata di questo articolo è stata (presumibilmente) pubblicata su "Hacker Journal" nel novembre 2007



Pubblicato il 30/11/2007 e archiviato in: articoli  
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