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Sniff n Grab – RFID al riparo da occhi indiscreti

Dal giappone una protezione per l’RFID: per evitare che le informazioni vengano interecettate da chi non è autorizzato.

di Nicola D’Agostino

L’RFID, acronimo di Radio Frequency IDentification, è una tecnologia di identificazione e localizzazione degli oggetti che sfrutta le onde radio per trasmettere informazioni.

L’uso più noto e diffuso dell’RFID è nella grande distribuzione sotto forma di “tag”, etichette adesive applicate ai prodotti in vendita. In realtà gli impieghi e le potenzialità dell’RFID sono numerosi ma altrettanto sono i rischi per la privacy derivati dall’abuso di questa tecnologia. Pensiamo a come gli RFID possono essere (ab)usati per localizzare le persone o tenere traccia dei loro spostamenti. Altrettanto alta è la possibilità che le informazioni tramesse dalle etichette, usate in tessere, abbonamenti, carte e documenti di identificazione (e il governo USA sta pensando di applicarle anche ai passaporti), vengano intercettate da chi non è autorizzato.

Una soluzione a questo problema potrebbe arrivare grazie alla Toppan Printing, una ditta giapponese che ha ideato un particolare tipo di carta che regola le emissioni elettromagnetiche. La carta della Toppan, anche se di spessore sottilissimo (circa 0.2 mm), contiene al suo interno un sottile strato di metallo che, grazie al principio della gabbia di Faraday, scherma di fatto le onde radio degli RFID da intercettazioni esterne. Per mettere alla prova questa carta speciale dovremo però aspettare qualche mese: la Toppan prevede di metterla in commercio solo nell’autunno di quest’anno.

Il guardaroba dell’era digitale

L’RFID viene comunemente usato nei negozi per i capi di abbigliamento. C’è però chi -per ora solo come oggetto di una tesi di design- ha pensato di sfruttarlo sempre sugli abiti ma in casa per controllare il proprio guardaroba.

Il guardaroba con RFID sulla porta

I tag RFID sono stati usati per tenere traccia di ogni capo che esce dall’armadio. I dati vengono archiviati sul PC e grazie ad un database si può controllare quando è stato indossato per l’ultima volta, quante volte è stato usato e addirittura a cosa è stato abbinato al capo.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hackers Magazine" n. 29 del 09/2005



Pubblicato il 1/09/2005 e archiviato in: articoli  
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