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Se Windows somiglia alla pantera

La pre-beta del nuovo sistema operativo Microsoft segue di pochi giorni l’uscita di Mac OS X 10.3 di Apple: si scoprono elementi davvero interessanti mettendo Panther (che c’è) e Longhorn (che ci sarà) allo specchio.

di Nicola D’Agostino

Il 24 ottobre Apple ha rilasciato la quarta versione (in tre anni) del suo sistema operativo per computer Macintosh.
Dopo pochi giorni, lunedì 27, Bill Gates ha inaugurato la “Professional Developers Conference” con un’anticipazione agli sviluppatori della versione pre-beta del prossimo Windows, il cui rilascio non è previsto prima del biennio 2005 – 2006. La prossimità degli eventi e la rivalità tra le due proposte non sono sfuggite agli osservatori più attenti.

Ancora più interessante è notare le similitudini tra alcune delle caratteristiche principali dei prodotti di Microsoft ed Apple, noti rispettivamente con il nome in codice di Longhorn (che sembra derivare da un saloon nell’area sciistica della British Columbia non lontana da Redmond che è già servita come ispirazione per i nomi Whistler e Blackcomb) e Panther. Il prossimo Windows avrà un motore grafico di nuova concezione chiamato “Avalon” (che dovrebbe relegare alla scheda video il grosso dei compiti), una nuova architettura di rete e un nuovo filesystem, WinFS, che sarà basato su database relazionale.

D’altro canto Mac OS X di Apple già dalla penultima versione ha una caratteristica detta Quartz Extreme che migliora le performance sfruttando la capacità dei componenti grafici e che è ora è sfruttata anche per
migliorare l’usabilità, ha di recente migliorato tutto il supporto di rete e si sta muovendo da tempo verso un filesystem di tipo relazionale (grazie all’ingaggio di Dominic Giampaolo, una delle maggiori autorità nel campo).

Ma le somiglianze non terminano qui: la filosofia dei computer Apple da alcuni anni a questa parte è quella del digital hub, l’interfaccia di OS X è fortemente impostata verso tridimensionalità e Jaguar ha aumentato la diffusione del look “metallico”.
Con Longhorn, Microsoft punterà ancora di più sul supporto a lettori Mp3 e foto-videocamere digitali: per quanto riguarda l’aspetto, dalle schermate diffuse, l’erede di Windows XP avrà finestre fluttuanti con ombre sotto le finestre e look metallizzato.

La lotta per il mercato si combatte anche a colpi di anticipazioni e comunicati stampa: negli anni ‘80 il colosso di Seattle preannunciò Windows 1.0 ma lo rilasciò diversi anni dopo.

Longhorn non verrà rilasciato ufficialmente prima di un paio d’anni, a differenza di Panther che (seppur non esente da problemi e bug anche gravi) è una realtà già acquistata, installata, usata ed esplorata da migliaia di utenti: le cifre di Apple parlano di una base di utenti Mac di 25 milioni, 8 milioni e mezzo di cui sono già passati ad OS X con la precedente versione.

Grazie al grande investimento sullo sviluppo e l’attenzione ai dettagli tipici di Apple, Mac OS X è un sistema tecnologicamente sempre più maturo, sofisticato e ricco di funzioni, alcune delle quali chicche nascoste, come la deframmentazione automatica. Inoltre Panther non penalizza, ma rende più usabili quasi tutti i vecchi Macintosh (ad eccezione di quelli senza Usb integrata, scelta che ha lasciato perplessi molti utenti) basati sul processore G3, da poco scomparso dai modelli in produzione.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 17/11/2003 e archiviato in: articoli  
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