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Retrocomputing: l’informatica fa storia

La passione per i vecchi computer diventa divorante: eventi, iniziative, musei, tutto al servizio della memoria e del collezionismo (all’insegna del non profit). E c’è chi auspica una seria ricerca storica ed epistemologica sul nostro passato hi-tech.

di Nicola D’Agostino

Domenica 27 aprile avrà luogo la prima edizione di “Varese Retrocomputing”: la manifestazione, che si terrà nel locale MUel (Museo Elettronico di Varese) vedrà la partecipazione di appassionati che presenteranno in funzione e parleranno di numerosi computer che hanno fatto la storia dell’informatica tra cui Commodore, Sun e Sinclair Spectrum.

Quella di Varese non è l’unica iniziativa di questo tipo, ma fa parte di una realtà esistente da diversi anni e che negli ultimi tempi sta acquisendo sempre maggiore visibilità: il retrocomputing. La definizione originale la descrive come l’emulazione e l’implementazione di hardware e software superato, ma il significato si è esteso fino ad indicare tutto ciò che ha a che vedere con quei computer (e console da gioco) considerati ormai “superati”, “obsloleti” e da tempo fuori produzione.

In realtà le ragioni di chi si dedica al retrocomputing, movimento ben rappresentato anche nel nostro paese, sono molteplici: c’è chi è spinto dalla passione per macchine che hanno fatto la storia, come l’Altair o i più recenti Commodore 64, lo ZX Spectrum o Apple II e chi invece è alla ricerca di macchine dal gusto “esotico” come l’IMSAI. C’è chi vede il recupero come una “missione” per salvare dall’oblio vecchio hardware e magari renderlo di nuovo utile (http://www.accrc.org/) o ancora chi è spinto da pulsioni più semplicemente collezionistico-nostalgiche, magari volte a ritrovare calcolatori posseduti e poi perduti.

Comune a quasi tutti gli appassionati di retrocomputing è però il sapore archeologico della ricerca, come anche la consapevolezza di immergersi in un mondo diverso, quello del passato, lontano dall’omologazione attuale del settore informatico, un’epoca in cui i vecchi computer facevano “cose diverse” mentre “quelli nuovi fanno tutti le stesse cose”. Altro aspetto fondamentale è quello relativo alla conservazione e della riflessione, non solo per motivi puramente pratici: c’è chi afferma che anche per l’informatica sia giunto il momento di promuovere una seria ricerca storica ed epistemologica sul proprio passato, anche per apprezzare, capire e vivere bene il presente.

Un chiarimento infine sul valore dei computer che, nonostante casi di esagerazioni collezionistiche, è nella maggior parte dei casi puramente simbolico, motivo per cui molti appassionati sono sempre nel dubbio tra diffusione maggiore del retrocomputing e limitazione delle informazioni e delle fonti di recupero per evitare fenomeni di speculazione.

 

Letture consigliate:

Hackers, Steven Levy , Shake Edizioni
Libro imprescindibile per ogni appassionato di informatica, narra tra le altre cose le vicende dell’HHC californiano, la culla dell’home e del personal computing.

Il popolo del joystick, come i videogiochi hanno mangiato le nostre vite, J. C. Herz, Feltrinelli
Space Invaders, Francesco Carlà, Ed. Castelvecchi
Due volumi sui videogames, le console e la loro storia

Risorse online italiane e straniere.

it.comp.retrocomputing
Questo newsgroup è da diversi anni, tra alti e bassi, uno dei luoghi più interessanti per gli appassionati nostrani: discussioni, scambio di informazioni e anche diverse occasioni per chi cerca e offre (quasi sempre all’insegna dello scambio o del prezzo simbolico).
it.comp.retrocomputing

Retronomicon – Il Libro dei Nomi dei Computer
A cura di Cthulhu, il retronomicon (ogni riferimento al testo di magia “Necronomicon”, il “libro dei morti”, è voluto) è il testo di riferimento per i retrocomputeristi italiani .
www.rlyeh.it/Retronomicon

Computer History Museum
Fondato nel 1996 il museo è situato in California ed ha come fine preservare e celebrare la cultura informatica con una collezione di 4’000 esemplari, 10’000 immagini e migliaia di documenti e software. Il sito presenta un estratto significativo dalla collezione ed una “timeline” che mostra l’evoluzione della storia dei calcolatori.
www.computerhistory.org

Ancient Computer Community
Sito curato da Michele Perini con la sua collezione privata ed un ricco archivio di notizie, immagini e curiosità.
www.ancientcomputer.com

Computer Museum .it
Sito interamente dedicato alla storia del computer ed dell’informatica curato da Massimilano Fabrizi dal 1996. Oltre a notizie varie e testi di approfondimento anche una mediateca che presenta il computer nella pubblicità.
www.computermuseum.it

Gli amici di HAL
Collezione di home computer e console da gioco, a partire dall’inizio degli anni ’80 ai giorni nostri.
Parte del materiale è esposto in mostra permanente presso il MUel (Museo Elettronico) di Varese.
http://www.hal.varese.it/computermuseum/homepage

The GUI Gallery
screen shots of various desktop computer Graphical User Interfaces and operating systems. Many different people have had different ideas of how a GUI should work and these screen shots show many of the more popular ones.
http://toastytech.com/guis/index.html

MSXItalia
Comunità dedita al sistema MSX, tuttora vivo e in fase di rilancio in Giappone, con una mailing list (http://groups.yahoo.com/group/msxitalia) e un magazine.
http://space.tin.it/computer/enribarb

Daniele Gratteri
Sito di un appassionato di computer Commodore con l’elenco di alcuni fondamentali eventi retrocomputeristici
http://spazioinwind.libero.it/danielegratteri/eventi.html

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 10/04/2003 e archiviato in: articoli  
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