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Redazioni: ecco come potete usare Twitter

Il popolare servizio di microblogging e messaggistica ha radunato informazioni, strumenti e risorse utili per reporter che considerano l’online una componente fondamentale del proprio lavoro.

di Nicola D’Agostino

#Report, #Engage, #Publish e #Extra: sono le quattro sezioni di Twitter for Newsrooms, nuova iniziativa di Twitter rivolta a redazioni grandi e piccole interessate a sfruttare al massimo il potenziale del servizio.

I responsabili di Twitter si rivolgono esplicitamente anche ai professionisti dell’informazione che non sono giovani o nativi digitali e magari provengono da altri media. La promessa è quella di rendere Twitter e i suoi strumenti più facili da usare in modo che i giornalisti possano concentrarsi sullo “scovare le fonti, controllare i fatti, pubblicare gli articoli e pubblicizzare il proprio lavoro e la propria figura professionale nel modo più rapido e facile possibile”.

Le quattro sezioni sono per ora solo un primo passo verso quest’obiettivo.

In #Report (qui come altrove la grafia si rifà agli hashtag in uso su Twitter) l’attenzione è posta sulla ricerca di informazioni nei messaggi e nel monitoraggio di alcuni utenti o argomenti, sia con gli strumenti interni che con client e servizi di terzi.

Nella sezione #Engage l’attenzione è posta sui fondamenti di Twitter, dalla comprensione dei termini chiave a come redigere twit in maniera efficace per comunicare bene e coinvolgere il lettore, oltre che curare il proprio profilo e la propria immagine sul servizio.

In #Publish il discorso si fa in parte più tecnico: la sezione è breve e ha vari rimandi a guide su come incorporare e mostrare al meglio i messaggi sui propri siti, citando le fonti, ma anche pubblicizzare e incoraggiare i lettori a seguire l’account del giornalista o della redazione.

Infine in #Extra sono radunati vari link utili per contattare il supporto, seguire le ultime novità di Twitter in varie lingue ma anche valutare le offerte di servizi partner di Twitter che offrono strumenti per gestire, analizzare, tenere sotto controllo e sfruttare al meglio il flusso costante di micromessaggi.

Nota: si ringrazia PierLuca Santoro per la segnalazione originaria.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 28/06/2011 e archiviato in: articoli  
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