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Quando la posta scoppia

Un modo nuovo di ridurre lo spam e proteggere la privacy del proprio indirizzo e-mail. L’indirizzo usa e getta.

di Nicola D’Agostino

In "Spam via e-mail? No grazie." abbiamo visto come camuffare l’e-mail sul proprio sito web in modo da non finire negli elenchi degli spammer. Il rischio è però davvero alto, e aumenta ad ogni divulgazione del nostro indirizzo: ad esempio quando ci registriamo all’ultimo e nuovissimo servizio online e ci viene chiesto un contatto per la verifica e per ricevere nome utente e password. Talvolta si riesce a evitare la registrazione grazie a BugMeNot e al suo ampio database (tramite cui accedere senza troppe domande a siti e riviste) ma altre volte non c’è nulla da fare e un nostro indirizzo valido e reale bisogna darlo.

Molti navigatori si sono rassegnati ed hanno un’e-mail sacrificabile -e sacrificata- a questo scopo in cui poi giungono giocoforza tonnellate di virus, offerte di orologi falsi, farmaci e di eredità di ricconi nigeriani da riscattare. All’esigenza di fornire un contatto senza venire presi di mira c’è però una risposta poco nota ma furba e sicura nonché estremamente comoda: gli account di posta elettronica "a tempo".

Registrarsi?

L’idea di fornire un indirizzo usa-e-getta non è nuova e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tutte le offerte seguono grossomodo il medesimo meccanismo: ci creiamo o ci viene data un’e-mail nuova di zecca generata dal server in modo pseudocasuale da usare liberamente ma che prima o poi sparisce nel nulla, come la carrozza nella favola di Cenerentola.

Spam Gourmet, il sito che divora per noi tutto lo spam

Alcuni dei siti che generano e-mail a perdere chiedono a loro volta una registrazione e in cambio ci danno un indirizzo@lorosito con una durata variabile, da poche ore a alcuni giorni.
È così presso Spamex, Spambox.us, Sneakermail e anche da Spamgourmet, veterano del settore.
È un do-ut-des lecito e comprensibile (di questi tempi poi…) ma è un controsenso visto che stiamo proprio cercando di diffondere il meno possibile il nostro indirizzo "buono" anche se ci si assicura che non verremo mai e poi mai spammati. Ci rivolgeremo perciò altrove.

Crea, prendi e vai!

2Prong invece fa poche domande e si definisce "l’e-mail a perdere più facile del mondo". Per crearcene una (che sarà del tipo mynvqxd6jn {at} xtremecrochet(.)com) basta andare sul sito che ci genererà l’indirizzo e -se abbiamo un browser supportato come Firefox, la copierà negli Appunti del sistema operativo. Ora basta tornare al sito che chiede un contatto e fornirglielo. L’indirizzo sarà valido fino a quando terremo aperta la finestra o tab di 2prong. Più facile a farsi che a dirsi.

Le meraviglie di Ajax per la lotta alla posta spazzatura: tutto grazie a 2prong

Subito pronta

Altrettanto veloci ed efficaci sono 10 Minute Mail che dura appunto dieci minuti e il più longevo WuzupMail che dura fino a tre giorni, il nome utente ce lo fa scegliere (ad esempio acaro {at} wuzup(.)net) e fornisce anche un feed RSS dei messaggi. Molto esplicito nel nome è infine Guerrilla Mail: basta un click su un pulsante e l’indirizzo con scadenza di 15 minuti (rinnovabili) è servito.

Guerrilla Mail

Inventa l’e-mail

Ancora più immediato è il funzionamento di Mailinator, un altro veterano dell’e-mail che… scompare. Il vantaggio è che si può saltare la fase di creazione, richiesta e prelievo dell’indirizzo. L’account ce lo possiamo inventare come e quando serve (a patto di essere un po’ originali).

Con Mailinator la scelta sta a noi

Nella pratica basta fornire un fittizio qualcosadiinventato {at} mailinator(.)com
e poi andare su Mailinator inserendo l’e-mail inventata e premere il pulsante "GO" per leggere i messaggi in arrivo.
Geniale, no? Talmente geniale che il procedimento è stato ricopiato da PookMail che in più ha spiegazione e interfaccia in italiano.

Un’idea contagiosa

Quella dell’e-mail "a perdere" è un’idea interessante su cui si sono tuffati in tanti. La lista di chi ci può fornire un indirizzo di questo tipo comprende privati, associazioni e anche iniziative commerciali che si finanziano tramite donazioni o pubblicità.
Per avere l’imbarazzo della scelta basta fare una ricerca su Google con i termini "disposable e-mail". Per i più pigri all’url
www.prospector.cz/Free-e-mail-accounts/Temporary-e-mail-accounts/ c’è un lungo elenco anche con varianti della stessa idea, curato e continuamente aggiornato stilato dal ceco Zdenek Rauner a cui va un ringraziamento.

No, grazie (ma con garbo)

E quando lo spam o la posta sgradita viene da un amico o conoscente?
In questi casi è meglio usare un po’ di delicatezza nel controbattere e far notare il gesto poco gradito. Un modo è quello di adottare la garbata lettera aperta di
"Thanks. No" in cui si fa notare che, no, non ci interessa l’ultima barzelletta, catena di Sant’Antonio, avviso antivirus o foto assurda e che preferiremmo che il nostro indirizzo non venisse girato a tutti ma restasse privato e al limite, nascosto dal Bcc (noto in Italia come CCn).
La lettera è per ora in inglese ma speriamo che prima o poi qualcuno la traduca in italiano. Ne va dell’amicizia, ma anche delle nostre caselle e-mail.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hacker Journal" n. 118 del 25/01/2007



Pubblicato il 25/01/2007 e archiviato in: articoli  
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