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Quando i danni si fanno gravi

Al di là delle cifre impressionanti delle statistiche, che testimoniano l’enorme successo dell’e-mail, una delle forze trainanti di Internet, i danni che lo spam sta provocando sono tangibili e diffusi.

di Nicola D’Agostino

La posta spazzatura colpisce sia finanziariamente che psicologicamente, rappresentando non solo una perdita di tempo per l’utente domestico e un rischio potenziale per adulti e minori, ma fa anche lievitare sensibilmente i costi di gestione per le aziende che ne ricevono in grandi quantità, o per quelle (come i provider) che gestiscono i server di posta che la instradano.

Sullo sfondo si delinea inoltre un rischio addizionale molto concreto: il fastidio provocato potrebbe mettere in pericolo il mezzo stesso, delegittimando la credibilità e l’affidabilità della posta elettronica in tutti i suoi usi, privato e lavorativo.

Lo spam più visibile e fastidioso agli occhi del grande pubblico è indubbiamente quello con offerte di carattere commerciale e pornografico, ma non solo. Il termine “posta spazzatura” si applica infatti non solo alle vendite di pillole di Viagra, metodi per l’ingrandimento del pene o del seno, o (ironia delle ironie) di soluzioni per combattere lo spam, ma anche alle catene di Sant’Antonio, appelli di solidarietà più o meno leciti e reali (come quelli strappalacrime su bambine afflitte da malattie rarissime) e una categoria sempreverde, che ha trovato in rete terreno fertile: le truffe (in inglese “scam”).

Tra le dilaganti e assurde proposte, una ha conquistato il titolo di campione dei pesi massimi, forte della insistenza e delle numerosi varianti in circolazione. Stiamo parlando dello spam nigeriano, in cui fantomatici parenti o collaboratori di altrettanto fantomatici ex-re o capi di stato africani, chiedono aiuto (un contributo economico) per il recupero di ingenti capitali bloccati in qualche banca, promettendo in cambio laute percentuali.

Nonostante le presenza in rete di numerosi siti che mettono sull’avviso i navigatori su queste truffe, raccolgono le varie lettere e addirittura le rendono oggetto di satira, il fenomeno ha mietuto numerose vittime in tutto il mondo. Un professore olandese, prima di riuscire a far arrestare i truffatori, si è comunque fatto sottrarre 482.000 dollari, mentre un anziano cittadino della Repubblica Ceca che ha perso i suoi risparmi a causa di una “truffa nigeriana”, si è vendicato sparando e ha ucciso un innocente impiegato dell’ambasciata nigeriana a Praga.

Meno violento, ma comunque indice della situazione, è il caso di uno “spammatore” professionista che nel luglio del 2002 è stato rintracciato e colpito dalla vendetta di migliaia di utenti che lo hanno letteralmente sommerso di chili di abbonamenti, cataloghi e posta spazzatura cartacea.



Pubblicato il 3/07/2003 e archiviato in: articoli  
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