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Prova MacBook maggio 2010: l’autonomia

Seconda parte: verifichiamo la durata effettiva della batteria integrata del nuovo MacBook.

di Nicola D’Agostino

Dato che esternamente non c’è nulla di nuovo il modo migliore per distinguere il nuovo MacBook dal modello precedente è quello di accenderlo e usarlo. MacBook 13" stima iniziale dell'autonomiaE notare subito il suo punto di forza: l’eccezionale autonomia della batteria integrata.

Disinserita l’alimentazione a rete, in alto a destra dove Mac OS X indica la carica residua, compaiono cifre che superano ampiamente quelle del MacBook dello scorso ottobre e aprono nuove e stimolanti prospettive per l’uso in mobility.

MacBook 13" stima corretta dell'autonomia La prima prova dell’autonomia è stata rivelatoria. Connesso a Internet via WiFi, con il Bluetooth spento e la luminosità a metà la batteria ha offerto più di otto ore di utilizzo ininterrotto per posta, navigazione, videoscrittura, installazione di software da CD/DVD, Terminale ascolto di musica.

Con un uso più intensivo l’autonomia scende leggermente, anche se non troppo. Durante la seconda prova Cpu e Gpu (ma anche il disco) sono stati messi un po’ più sotto sforzo usando software di grafica, aprendo e chiudendo programmi per fare dei test, importando alcuni CD in iTunes e soprattutto utilizzando altri sistemi operativi (perlopiù Ubuntu Linux) virtualizzati. Il risultato è che anche con un uso poco morigerato la batteria garantisce circa sette ore reali di autonomia.

La terza prova, che intendo ripetere prima di riconsegnare il portatile, è stata effettuata usando il MacBook senza alcun tipo connettività. Difficile effettuare un computo esatto al minuto ma nel giro di tre giorni ha totalizzato circa nove ore. In treno ha fatto tre ore abbondanti all’andata e altre tre ore al ritorno. Dopo una pausa (in sleep) di due giorni è stato risvegliato e usato per altre tre ore, durante le quali ha anche sincronizzato e ricaricato per un po’ un iPad.

100522_0162.JPGQuelle fatte e descritte sono prove opinabili e personali ma ritengo sia innegabile che Apple, con i suoi ultimi portatili, abbia l’asticella dell’autonomia molto in alto, verso quelle dieci ore che vanta nelle descrizioni.

Passare da 5-6 ore (reali) alle attuali 7-9 ore (reali) vuole dire poter portare con sé il computer e lasciare a casa l’alimentatore. Portarsi dietro non un netbook con schermo minuscolo ma un portatile dotato di un processore potente, uno schermo a 13 pollici e una tastiera di dimensioni normali: da usare in tutta tranquillità come meglio si ritiene per una giornata intera.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 1/06/2010 e archiviato in: articoli  
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