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Applicando » Preferiti in condivisione

Tutti i nostri link ordinati, online e pronti per essere usati o condivisi. Esploriamo il mondo del social bookmarking, i vantaggi, i meccanismi e l’integrazione con il Macintosh.

di Nicola D’Agostino

Dietro la definizione di social bookmarking, si nasconde un mix utile di archiviazione, organizzazione e condivisione dei link. Gi obiettivi sono quelli di fare ordine nei propri bookmark/preferiti/favoriti e di poterci accedere ovunque e comunque anche al di fuori del nostro solito ambiente operativo. A prima non pare vista nulla di nuovo né di diverso di una paginetta web, un file di dati online o un iDisk a cui accedere via WebDav. In realtà il social bookmarking ha diverse “marce in più”.
 

Le novità del social bookmarking

La prima novità, ereditata dal social networking, è l’organizzazione dei dati grazie al “tagging”, funzione in comune con blog e dai siti di hosting di immagini come Flickr. Anche i servizi di bookmarking poggiano su dei database relazionali e al momento dell’archiviazione dei dati, in questo caso gli url, si inseriscono parole chiave dette “tag” con cui si incasella l’informazione in una o più categorie. Queste servono a rendere estremamente più rapida e versatile la ricerca tra i link, permettendoci di essere selettivi filtrando in maniera semplice e al tempo stesso sofisticata la mole di dati per ridurre, espandere o cambiare l’ambito. Per fare un esempio possiamo scegliere di visualizzare gli url archiviati sotto Apple o restringere ulteriormente il campo aggiungendo Mac, tagliando così fuori gli iPod e altri prodotti.

Lista di link in RSS dai bookmark su Delicious

La seconda novità è l’aspetto di condivisione, la parte “social” della definizione, grazie a cui ci viene mostrato chi ha i nostri stessi link, si può dare un’occhiata ai suoi e farli nostri o copiare le sue categorie. O ancora possiamo “abbonarci” ai suoi inserimenti e segnalazioni o generare noi stessi un feed automatizzato in RSS con i nostri link consigliati da fornire a amici o utenti interessati.

Grazie a queste caratteristiche il social bookmarking è già diventato un piccolo fenomeno, una “rivoluzione della rete dal basso” dopo anni di siti-archivio e directory imposte dall’alto.
 

I servizi

Se la palma di primo sito spetta a Frassle, verso la fine del 2003, è senza dubbio merito del quasi coetaneo del.icio.us, l’aver reso popolare e diffuso social bookmarking.

Veloce, dall’interfaccia spartana e discreta ma estremamente funzionale, del.icio.us è per molti versi il Google dell’archiviazione degli indirizzi web.
La concorrenza è tanta ed agguerrita: si va dal clone de.lirio.us agli accattivanti Furl e Spurl o Blogmarks che mostra anche anteprime dei siti o ancora MyBookmarks che organizza i link in maniera visuale come se fossero i bookmark nel browser.

Ottobre 2005 - home page di del.icio.us con gli ultimi inserimenti degli utenti

Ciononostante del.icio.us rimane l’opzione preferenziale, per i motivi nominati sopra e perché dispone di API tramite cui è usabile e interfacciabile tramite servizi e programmi esterni. Un po’ per scelta di progettazione e un po’ per effetto della sua popolarità possiamo sfruttare e accedere a del.icio.us da altri siti e blog ma anche direttamente da programmi e browser per i principali sistemi operativi. Tra questi c’è ovviamente anche Mac OS, per cui sono disponibili diversi tool per interagire con i bookmark online.
 

Come si usa del.icio.us

Ma andiamo per ordine. Vediamo innanzitutto come creare un account su del.icio.us.

Il primo passo è andare all’url https://secure.delicious.com/register e riempire il modulo con il nome utente scelto, il proprio nome (facoltativo), la password (due volte) e un’e-mail che può servirci in futuro se ci si dimentica la password. L’ultimo campo è l’ormai usuale sistema per evitare iscrizioni automatizzate (spam) che chiede di scrivere le lettere nell’immagine.

Una volta registrati per accedere dobbiamo inserire il nome utente e la password da https://secure.delicious.com/login

Ottobre 2005 - pagina di login di del.icio.us

D’ora in poi il sistema si ricorderà di noi (per mezzo dei cookies nel browser) e possiamo iniziare a creare il nostro archivio. I modi sono diversi anche se il primo e più diretto è usare il link “post” in alto a destra tra le opzioni di del.icio.us. Si arriva sulla pagina http://del.icio.us/post/ dove nel campo in alto inseriremo l’url del sito che vogliamo archiviare.

Ottobre 2005 -inserimento di un url su del.icio.us

Dopo aver premuto il pulsante “save” arriveremo ad una pagina che chiede di riempire le informazioni addizionali sull’indirizzo come descrizione, note e soprattutto i “tag”, la chiave di volta del servizio. È bene mettere il più possibile termini che descrivano il sito e che potranno servire a trovarlo nelle ricerche o a farlo comparire nelle liste tematiche. Ad esempio nel caso dell’url di Applicando metteremo termini come Apple, Macintosh, news, testata, rivista e così via.

Ottobre 2005 - tagging di un url su del.icio.us

Poi facciamo clic sul pulsante “save” e del.icio.us registrerà le informazioni e andrà, per verifica, sul sito web appena inserito.
 

I nostri bookmark (finalmente) online

A questo punto possiamo ammirare il (primo) risultato sul nostro bookmark online, all’indirizzo http://del.icio.us/nomescelto

Ottobre 2005 - la mia homepage su del.icio.us

Questa pagina è la nostra “home” su del.icio.us: è pubblica e contiene gli ultimi inserimenti fatti. Sulla destra troviamo una lista delle nostre categorie, che funzionano anche come link per filtrare i bookmark.

Un altro modo di filtrare i risultati dei bookmark è di aggiungere i tag nell’url, ad esempio http://del.icio.us/nomescelto/Apple per vedere tutti gli url etichettati come Apple o http://del.icio.us/nomescelto/Apple+Mac/ per vedere solo quelli che hanno sia il tag Apple che quello Mac.

Se abbiamo fatto un errore o vogliamo correggere, modificare o aggiungere qualcosa nelle descrizioni e nei tag nessun problema. In tutte le nostre pagine sotto ogni voce ci sono due link uno che dice “delete”, per cancellare la entry e l’altro “edit” che ci riporta alla maschera di inserimento.
 

La parola d’ordine è condividere

Ma torniamo alla home: se diamo inoltre un’occhiata al fondo della pagina noteremo che del.icio.us ci segnala di aver creato in automatico la versione in RSS, dei nostri bookmark online. Sarà accessibile all’indirizzo http://del.icio.us/rss/nomescelto che possiamo fornire a chi volesse seguire regolarmente i link che inseriamo. Sono disponibili automaticamente come feed RSS anche le singole categorie e combinazioni varie per cui la divulgazione e condivisione può essere molto specifica e “su misura” a secondo del pubblico e delle tematiche.

Inoltre sotto ogni voce oltre al link per la cancellazione e modifica abbiamo i tag e un numero che segnala se il nostro url è anche nei bookmark di altri utenti e quanti. Selezionando questo link potremo apprendere qualche parola chiave da aggiungere o come migliorare la nostra descrizione del sito oppure partire ad esplorare i bookmark di altri utenti.
 

E il Mac?

Ci aspetta però ancora il grosso del lavoro, l’arricchimento del bookmark con l’inserimento dei siti che visiteremo e quelli regressi di cui è probabilmente pieno il browser e l’hard disk. Farlo tramite la schermata “post” è impensabile ed è questo ci porta all’integrazione di del.icio.us con il Mac OS. Altri modi di inserire nuovi url sono elencati insieme alle funzioni principali di del.icio.us, alla pagina http://del.icio.us/help/learn

I due pulsanti-bookmark per vedere i propri bookmark e aggiungere il sito su cui ci troviamo

Qui troviamo due utili bookmark da trascinare nella barra dei bookmark del browser di Safari (ma ci sono istruzioni anche per Mozilla Firefox, Opera e anche Internet Explorer): il primo serve a raggiungere la home mentre il secondo è un “bookmarklet” che contiene del codice in JavaScript e se selezionato mentre siamo su una pagina web, ne copierà i dati salienti e si trasferirà su del.icio.us dove riempirà il modulo per aggiungere una voce. Niente male, vero?

Altre possibilità sono offerte da altri due bookmarklet per Safari e Firefox disponibili in una lunga lista di risorse. Uno fa comparire un pop-up con il modulo da riempire e spedire e l’altro -ancora sperimentale- va oltre e cerca anche di compilare il campo dei tag.

bookmarklet pop up in azione in Firefox

Oltre i browser

Ma gli strumenti disponibili ai Mac user per interagire con del.icio.us vanno ben oltre i browser. Senza alcuna pretesa di completezza eccone alcuni.

Interfaccia di Cocoalicious

Per aggiungere url alla nostra collezione possiamo usare il client Cocoalicious che è gratuito e con soli 125k di peso offre un’interfaccia per consultare tutti gli indirizzi archiviati -e con anteprima delle pagine web- e per aggiungerne altri direttamente dal programma o via Safari. Cocoalicious funziona anche con Mac OS X 10.3 ma chi ha Tiger potrebbe voler usare invece l’altrettanto gratuito widget per la dashboard dashLicious.

Interfaccia di Delibar

Menzione d’onore per il gratuito Delibar dell’italiano Matteo Rattotti. Delibar è una comoda ed efficace applicazione che risiede nella barra dei menù di OS X e con cui gli utenti di Panther e Tiger hanno a disposizione per l’apertura rapida (in Safari) tutti gli url di del.icio.us in sottomenù con il nome dei tag e permette anche l’inserimento di nuovi dati.
 

Backup, backup!

Finiamo la carrellata con una utility che ci garantisce un minimo di tranquillità e praticità in più.
Delicious2safari, gratuito, permette di importare i nostri dati da del.icio.us in Safari, sia come lista che in cartelle basata sui tag. Una funzione utile per avere i link sottomano anche quando non siamo connessi ad Internet, o semplicemente per avere una copia di backup.
 

Oltre del.icio.us: gli altri

Il cosmo dei servizi di social bookmarking non comincia e finisce con del.icio.us. Esistono diversi concorrenti ed imitatori ma anche variazioni, specializzate o con servizi aggiuntivi. Per una lista abbastanza completa e ragionata rimandiamo alla voce di Wikipedia.

Tra gli “inseguitori” merita però una menzione Maple, nello specifico per la sua usabilità in ambito Mac. Maple ha infatti dalla sua una discreta integrazione con Firefox per cui è disponibile un apposito plug-in che permette di automatizzare l’interazione con il servizio online.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Applicando" n. 239 del settembre 2006



Pubblicato il 1/04/2006 e archiviato in: articoli  
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