Mytech – Pixel, una piccola invenzione rivoluzionaria
Il suo nome deriva dalla fusione dei termini “picture” ed “element”; la sua caratteristica è di essere l’unità logica minima di colore manipolabile sul display di un computer. Da 50 anni è al servizio dell’hi-tech e… dell’arte.
di Nicola D’Agostino
Il pixel è l’unità logica minima di colore manipolabile sullo schermo di un computer o in un’immagine digitale. Nato dalla fusione delle parole “picture” e “element”, il pixel è apparso per la prima volta negli Stati Uniti nel 1954, per la precisione presso l’università di Princeton nel New Jersey. Dobbiamo infatti ai matematici e ingegneri ricercatori dell’Ias, l’istituto per gli studi avanzati, l’invenzione della pietra miliare su cui poggia tutta la computer graphic e che all’epoca permise la prima istanza di tipografia digitale sullo schermo di un calcolatore.
Dalle origini a oggi
I primi pixel che videro la luce a Princeton erano alquanto rudimentali: filamenti luminescenti collegati alla memoria di un computer che occupava grossomodo un appartamento. Ciononostante la tecnologia di base, quella di accendere o spegnere una griglia di punti, monocromatica o composta dai tre colori fondamentali rosso, verde e blu (la sigla Rgb: red, green, blue) è rimasta immutata sino ad oggi, rivoluzionaria e funzionale.
Interessante è notare come, a fronte di un’evoluzione e di un affinamento della qualità degli schermi e della tecnologia alla loro base, con l’arrivo delle alte risoluzioni e di immagini sempre più definite il valore del pixel in quanto unità grafica di base è rimasto intatto, rafforzato anzi dal suo valore retrò in quanto simbolo degli albori dell’informatica home e dei videogiochi.
Questo ha portato all’origine – o meglio: al revival – dello stile di disegno e di grafica puntinato detto pixel-art che negli ultimi anni si è elevato al di là del suo valore puramente nostalgico. Un po’ riferimento culturale e un po’ cifra stilistica il pixel si è saldamente ritagliato un spazio nell’arte, nel design e, ovviamente, nella pubblicità.
Al servizio dell’arte elettronica
Non c’è da stupirsi perciò che tra le curiose celebrazioni del pixel ci siano due iniziative tanto diverse quanto simili nella ricerca della sintesi e nella giocosità. Da un lato abbiamo l’artista Claude Bosset, curatore di lavori per nomi quali Levis, Kodak e Apple, che ha creato un quadro omaggio consistente in un semplice quadrato blu su una tela bianca. Il dipinto di Bosset, che è stato venduto online sul sito di aste eBay è intitolato “Pixel” e rende finalmente protagonista il solitamente microscopico puntino ingigantendolo a dismisura e mettendolo in bella vista, finalmente protagonista unico e indiscusso dell’attenzione dello spettatore.
Alle celebrazioni “dall’alto” fanno da contraltare quelle “dal basso” del sito Pixel Gala, che con un bando rivolto ad artisti e designer on line chiede di illustrare il mezzo secolo trascorso. Sul sito web è presente un calendario che va dal ‘54 a oggi e che quando sarà completa, presenterà per ogni anno un’immagine con l’evento giudicato più rappresentativo: naturalmente in stile pixelato.