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Notizie dal Pianeta Amiga

Le uniche alternative a Win sono Linux e Mac? Date un po’ un occhio a questo sistema operativo "non solo per nostalgici".

di Nicola D’Agostino

Computer glorioso e innovativo, l’Amiga ha alle spalle una storia di peripezie e tribolazioni a partire dal fallimento, nei primi anni ’90, della casa produttrice, la Commodore.

Gli ultimi mesi hanno portato però qualche certezza in più nel presente degli Amighisti veraci.
Anzitutto c’è la disponibilità concreta e reale di soluzioni hardware ufficiali (e non): a questa si aggiungono segnali promettenti sul versante del sistema operativo dove però impera ancora parecchia disomogeneità ed incertezza.

Una buona occasione per tastare con mano il rinnovato clima di ottimismo è stata offerta dalla manifestazione italiana Pianeta Amiga 2003, svoltasi ad Empoli (Fi) e che è giunta ormai alla settima edizione.

Rispetto all’anno scorso erano ora esposte ed acquistabili entrambe le offerte hardware disponibili: Pegasos della francese Genesi e AmigaOne della Eyetech. Seppure si differenzino su molti aspetti, tra cui il supporto software ed i prezzi, le due ditte concorrenti offrono entrambe macchine nuove e tecnologicamente valide, accomunate dall’usare processori RISC PowerPC G3 e G4 mono e multiprocessore, scelta che per gli utenti ha il non indifferente valore aggiuntivo della coerenza con il passato di Amiga.

Pegasos

Il primato, perlomeno a livello cronologico, spetta alla piattaforma Pegasos della francese Genesi. Dietro al progetto ci sono personaggi da sempre impegnati attivamente nello sviluppo per Amiga: tre anni fa, dopo aver iniziato la realizzazione di un sistema operativo clone di AmigaOS, il MorphOS la Genesi, in un momento ancora incerto per il settore Amiga, optò per la creazione di una ‘Amiga del futuro’.

Pegasos

Il Pegasos è disponibile sotto forma di una scheda madre di tipo MicroATX (236 mm x 172 mm) che l’utente può montare in un case ed a cui aggiungere alimentatore e componenti PC standard. Le caratteristiche sono: processore PowerPC G3 750 CXe a 600 MHz, (sostituibile con fino a un massimo di due processori G4), due slot di ram PC133 (fino ad un massimo di 2 Gb), uno slot AGP e tre PCI, USB 1.1, Firewire 400, scheda ethernet RealTek, scheda audio AC97 con connettori digitali SPDIF, due canali ATA-100, attacchi per mouse e tastiera PS/2, infrarosso e numerose porte tra cui seriale e parallela. La prima comparsa del Pegasos in Italia è del settembre del 2002: mentre scriviamo il prezzo da listino è di 649 EUR ma per la fine del 2003 si prevede la disponibilità di macchine della seconda generazione.

A livello di OS il Pegasos non è compatibile con l’AmigaOS, ma la scheda è venduta dalla Genesi con due sistemi operativi: Linux e il già citato MorphOS, che fornisce vari livelli di compatibilità ed emulazione dei programmi Amiga. In generale uno dei punti di forza del Pegasos è proprio quello di puntare sul supporto di una vasta scelta di sistemi operativi: oltre a quelli nominati si parla dei GNU/Linux di SuSE, Gentoo e Yellow Dog oltre a FreeBSD, OpenBSD, AROS, FreeBSD, NewOS, e addirittura OpenBeOS.

AmigaOne

Assolutamente compatibile con l’AmigaOS e anzi, macchina di riferimento per la nuova versione del sistema operativo è invece la proposta della inglese Eyetech, che si chiama AmigaOne.
Anche qui si tratta non di un intero computer ma di una motherboard.

AmigaOne

L’AmigaOne è disponibile in quattro configurazioni, due con il processore G3 a 600 e 800 MHz e due con il G4 a 800 e 933 MHz.
Le altre caratteristiche parlano di formato ATX per la scheda, fino a 2 Gb di memoria SDRAM PC133MHz, uno slot AGP e 4 slot PCI, controller UDMA100 (2 canali, 4 dispositivi), USB (2 connettori su scheda madre, 2 tramite header), controller ethernet 10/100 3Com, scheda sonora, infrarosso e ovviamente connettori assortiti per seriale, parallela, floppy disk, mouse e tastiera in formato PS/2. I prezzi attuali presso la Soft3 di Bologna vanno da 684 a 890 EUR. Tutte le versioni tranne quella base con il G3 a 600 MHz (detta AmigaOne G3 SE) hanno la CPU su slot ed  possibile eseguire l’upgrade a modelli G3 oppure G4 superiori quando questi saranno disponibili.

Come sistema operativo l’AmigaOne supporterà AmigaOS 4. Usiamo il futuro perché la nuova versione dell’OS non è ancora pronta: nel frattempo le schede sono fornite con lo GNU/Linux Debian 3.0 per PowerPC, fornito dell’emulatore AUE (Amiga Unix Emulator) e AmigaOS 3.9 oppure, a richiesta, con la distribuzione Yellow Dog PPC 2.3.

AmigaOS: “ready when it’s done”.

Una delle transizioni più traumatiche e lunghe verso il futuro di Amiga è quella che vede il sistema operativo fare il salto dalle macchine dotate di processori 68X00 a quelle con il processore RISC PowerPC. Questo vuol dire i nuovi sistemi AmigaOne con G3 e G4 ma anche le numerose macchine che montano schede accelleratrici con PPC60X, che verranno purtroppo supportate solo parzialmente.

Lo sviluppo della versione 4.0 dell’OS è affidato alla
Hyperion Entertainment ditta belgo-tedesca, che si avvale della collaborazione di vari sviluppatori in tutto il mondo (anche in Italia). Il lavoro sulla nuova versione, inizialmente solo un passaggio dalla 3.9 alla 4.0 è poi diventato una riscrittura e aggiunta di molte novitˆ ed è tuttora in corso.
L’attesa per AmigaOS 4, come l’impazienza degli utenti, è molta, tant’è che la risposta standard alle domande su date di rilascio è "it will be ready when it’s done" ("sarà pronto quando è finito"). In realtà la data si avvicina e dovrebbe coincidere con il 2004, come confermano i notevoli progressi fatti di recente. Oltre al funzionamento su macchine con schede acceleratrice, proprio a Pianeta Amiga di quest’anno è stato mostrato in anteprima mondiale il funzionamento sulla piattaforma AmigaOne, con un notevole eco in rete e non.

AmigaOS 4

Meno ottimisticamente, i detentori del marchio sono alle prese con problemi finanziari e beghe legali con la Genesi, che rivendica accordi fatti in passato. C’è inoltre chi critica il prezzo alto delle proposte hardware, evidenziando come i nuovi Amiga siano macchine dallo spirito e dal pubblico molto diverso da quelli che animarono ed infiammarono la seconda metà degli anni ’80. Altri ancora, con tono melodrammatico, dicono che Amiga è morta anni fa, di una fine peggiore dei vari NeXT o BeOS e che si dovrebbe passare oltre.

In queste critiche c’è probabilmente un fondo di verità ma è innegabile il fatto che, dopo anni di buio, sono disponibili sul mercato nuove e concrete evoluzioni hardware (e prossimamente anche software) Amiga, soluzioni di respiro un po’ più ampio e non più palliativi o prodotti di ripiego come gli emulatori. Questo non solo premia la lunga e difficile "resistenza" degli Amighisti ma offre interessanti sviluppi verso altri sistemi operativi o, grazie ai processori G3 e G4, esperimenti come l’emulazione a velocità fattibili dei "cugini" Apple.

Si ringrazia per la collaborazione Massimiliano Tretene della Soft3, Jares Cappelli, Claudio Marro Filosa e Joachim Thomas.

Approfondimenti:

Amiga e… IBM?

Una delle curiosità meno note attorno ad Amiga è che la Commodore strinse un accordo con un improbabile alleato, la International Business Machine, meglio nota come IBM.

Quest’ultima, orfana della Microsoft dopo la scissione su OS/2, chiese aiuto per l’interfaccia grafica del suo nuovo sistema operativo alla Commodore, che, in cambio, ottenne per l’Amiga la licenza del linguaggio di sviluppo REXX.

Un browser Mozilla per Amiga?

AmiZilla è una delle dimostrazioni dello spirito che anima gli appassionati Amiga.
Si tratta di un progetto di raccolta di fondi da devolvere a chiunque sviluppi una versione per Amiga del browser open source Mozilla, o di un suo derivato (Firebird, ad esempio). Attualmente la cifra raccolta dal sito tramite il sistema di pagamento online PayPal è arrivata a più di 4000 dollari.
L’url del sito è www.discreetfx.com/AmiZilla.html

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hacker Journal" n. 36 del 23/10/2003



Pubblicato il 23/10/2003 e archiviato in: articoli  
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