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Multics, il papà di UNIX

Tutto quello che volevate sapere sullo storico sistema operativo Multics, che ispirò la creazione di UNIX.

di Nicola D’Agostino

Il logo di MulticsSpesso citato ma poco conosciuto, il sistema operativo Multics è diventato “famoso” per aver stimolato la creazione di UNIX ma ha dei meriti indubbi ed una storia lunga e varia che si può finalmente apprendere da una fonte ufficiale. Qualche mese fa la Bull HN, l’ultimo proprietario del sistema operativo, ha deciso di condividere storia, codice altro ancora creando sul web un progetto in collaborazione con il MIT, la prestigiosa Università del Massachusetts, in cui Multics ha avuto i suoi natali.

Un po’ di storia

Multics, che sta per Multiplexed Information and Computing Service è un sistema operativo time-sharing il cui sviluppo è iniziato nel 1964 presso il MIT sotto la guida di Fernando Corbató e in collaborazione con i colossi dell’industria statunitense Bell Labs e General Electric.
Multics era sviluppato inizialmente sul mainframe della General Electric, il GE-645 e tra gli sviluppatori c’era Ken Thompson che con l’esperienza su questo computer decise prima per il porting di un gioco e poi per la creazione di un altro sistema operativo meno ambizioso e complesso, Unix, che inizialmente si chiamava Unics con un ‘cs’ finale che ribadiva -più o meno scherzosamente- il legame di parentela tra i due.

Gli sviluppatori di Multics davanti alla Honeywell

Multics ha però continuato sulla sua strada tra alti e bassi venendo impiegato con successo commercialmente in decine di enti governativi, aziende e centri di ricerca tra cui l’MIT stesso dove era usato per fini di ricerca e amministrativi. I Bell Labs si ritirarono dal progetto nel 1969 e l’anno dopo anche General Electric decise di abbandonare Multics cedendolo alla Honeywell che già lo supportava sui suoi modelli 6180.
Honeywell ha continuato a sviluppare e commercializzare Multics sino al 1985 e tra i suoi clienti nei primi anni ’80 c’era il sistema universitario francese. La consociata Bull se ne è assunta la responsabilità prima in Europa e poi anche negli USA fino al 2000 quando, alla fine di ottobre, è stato spento l’ultimo sistema Multics.

I primati

Anche se Multics ha avuto molta meno fortuna rispetto a Unix (con cui ha avuto un rapporto conflittuale) il suo impatto è stato notevole e gli sono riconosciuti anche dai maggiori critici diversi primati.

Multics è stato il primo OS con un filesystem gerarchico: i nomi dei file già negli anni ’60 e ’70 potevano essere di qualsiasi lunghezza e caratteri. Inoltre file e directory potevano avere più nomi ed esistevano già i link simbolici alla directory.
Altro primato di Multics è il dynamic linking e cioè la possibilità che un processo in corso potesse richiedere e caricare altri segmenti con codice da eseguire, alla bisogna e magari anche in diverse versioni.

Una ‘magia’ di Multics era la possibilità di riconfigurare l’hardware mentre era acceso. Con il sistema operativo e i processi in esecuzione nonché gli utenti loggati si potevano rimuovere unità centrali, banchi di memoria, dischi ed altro ‘a caldo’ come diremmo oggi.
All’MIT era in auge la pratica di dividere letteralmente i sistemi in due quando non c’era bisogno di molta potenza di calcolo cannibalizzandone uno e costruendo un altro mainframe secondario su cui fare test senza compromettere assolutamente il sistema principale né le operazioni e calcoli in corso di tutti i suoi utenti. Una volta finito il test i vari pezzi venivano gradualmente reintegrati nel mainframe originario.

E ci sono anche i sorgenti!

Le risorse per chi volesse indagare su Multics non mancano: segnaliamo il sito Multicians che offre anche diversa iconografia e informazioni curiose e folcloristiche.

La parte più bella della presenza ufficiale di Multics su Internet è però che sono stati resi disponibili documentazione e anche i sorgenti. Opportunamente spronata da un dirigente ora in pensione, la Bull un paio d’anni fa si è mostrata illuminata e generosa e ha caricato tutti i file della ultima release di Multics, la MR 12.5 che risale al novembre 1992. Il tutto è disponibile per fini accademici sul sito dell’MIT al fine di “conservare le idee e innovazioni che hanno reso Multics così importante nello sviluppo dei sistemi operativi”. L’obiettivo finale è di creare un archivio enorme anche per tutte le tesine, ricerche e documentazioni prodotte attorno a questo poco noto ‘mostro’ dell’informatica.

I miti di Multics

Multics è entrato nella leggenda anche per alcune stranezze, non necessariamente vere. Si tratta dei “miti” raccolti e confermate o smentite su una pagina di multicians.org.
Il mito migliore? Che gli errori di sistema di Multics fossero tutti in latino!
In realtà erano quasi tutti in inglese ma i più (s)fortunati in caso di problemi si sono ritrovati dinanzi a scritte al boot come “HODIE NATUS EST RADICI FRATER”. Erano state inserite da Bernie Greenberg, programmatore ma anche musicista e latinista dilettante. La soluzione? Cercare un dizionario Inglese-Latino per decifrare cosa fosse successo a radix, ovvero la root.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su “Hacker Journal” n. 157 del 07/08/2008



Pubblicato il 7/08/2008 e archiviato in: articoli  
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