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Mi (ri)presento, il mio nome è Lin—s

L’agguerrita Lindows.com di Michael Robertson non si dà per vinta: dopo l’adozione del filesharing e risultati incoraggianti sul versante legale negli Usa, ha ideato un nuovo ironico escamotage per continuare l’offensiva sul territorio europeo.

di Nicola D’Agostino

Alla fine di gennaio una sentenza pronunciata ad Amsterdam ha dato ragione alle accuse di Microsoft ed ha imposto ai rivenditori olandesi non solo di smettere di pubblicizzare e vendere i prodotti marchiati Lindows ma anche di oscurare il sito web nei Paesi Bassi. Un duro colpo per l’azienda californiana che più di altri sta spingendo in maniera aggressiva e aperta l’adozione del sistema operativo Gnu/Linux da parte dell’utenza “desktop”. Ancora una volta, però, Lindows.com non è rimasta con le mani in mano.

Negli stessi giorni è stata annunciata e lanciata una spregiudicata iniziativa volta a distribuire gratuitamente la versione “live“, funzionante direttamente da Cd, di Lindows OS tramite i maggiori circuiti di peer-to-peer. A questa inedita strategia aggiungiamo la silenziosa comparsa una quarta categoria di sottoscrizioni sul sito ChoicePC con cui garantirsi una licenza “a vita” di LindowsOS e contribuire al contempo alla spese per la difesa legale del sistema operativo.

Dell’undici di febbraio è invece una importante ordinanza nella causa statunitense tra Microsoft e Lindows sul marchio “windows”. L’ordinanza del giudice, seppur interpretata curiosamente da entrambe le aziende come un risultato soddisfacente, nel concreto allunga i tempi per una decisione definitiva ma, soprattutto, permette nel frattempo a Lindows l’uso del proprio nome in tutta tranquillità.

Ma non è tutto. Lindows non demorde nemmeno sul territorio europeo e l’ultima mossa di Robertson vede LindowsOS ripresentarsi sul mercato olandese con un nome camuffato, Lin–s (detto anche “Lindash”, traducibile come “Lintrattino”).

A spalleggiare l’iniziativa anche due nuovi domini web, Lindash.nl, che ridireziona verso la pagina del rivenditore nel mercato olandese e l’irriverente Lin–s.com. In entrambi i siti il termine “Lindows” non appare mai per intero, nemmeno nell’iconografia del prodotto.

La scelta è furba e al contempo ironica: eliminando tre lettere dal proprio nome, Lindows non va contro la sentenza del tribunale olandese, mantiene la sua riconoscibilità e allo stesso mette a segno uno sberleffo al colosso di Seattle.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 18/02/2004 e archiviato in: articoli  
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