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WebKit, il cuore open source di Safari, compie dieci anni

È il motore del browser di Apple ma anche una delle tecnologie più apprezzate e utilizzate, anche dalla concorrenza.

di Nicola D’Agostino

Home page di Webkit.org

Un messaggio su Twitter e una segnalazione ci ricordano un anniversario importante che cade in questi giorni: il codice di WebKit, che alimenta Safari, ha da poco compiuto dieci anni di vita.

Il primo “commit” in assoluto fatto nel repository online di WebKit, è stato infatti effettuato il 24 agosto del 2001 alle 07:11: gli appassionati di storia informatica possono controllare il dato all’indirizzo http://trac.webkit.org/changeset/1.

WebKit è un progetto di Apple che ha preso le mosse dal motore di rendering KHTML di cui rappresenta un “fork”, una variante che si è diffusa molto più dell’originale e che, in virtù della sua velocità, leggerezza e compatibilità con gli standard del web, è stata adottata da una fetta rilevante dell’informatica recente, tra cui quella “mobile”.

L’implementazione più importante è ovviamente quella in Safari nelle sue varie incarnazioni ma ci sono tanti altri software che lo sfruttano, e non solo su Macintosh. In Apple WebKit è un componente fondamentale di Safari per Mac OS X, Windows, iPhone e iPad, ma anche del client di posta elettronica Mail, di iChat, di Dashboard, di Aperture, di iWeb, di Xcode, dell’Help Viewer e di altri prodotti e servizi minori.

Nel giugno 2005 WebKit è diventato open source ed è stato rilasciato in parte sotto GPLv2.1 e in parte sotto la BSD License v2.0. In quell’occasione l’azienda di Cupertino ha inaugurato un primo sito web per utenti avanzati e sviluppatori interessati a conoscere ed esplorare WebKit, anche in risposta alle accuse di non aver collaborato con KHTML (e KDE) e di aver contribuito poco in cambio del codice preso. Il risultato è stato che negli anni seguenti WebKit è stato adottato da numerose aziende e sviluppatori, tra cui figurano diversi concorrenti di Apple quali Adobe, Microsoft, Nokia e Palm/HP.

Alla domanda “chi usa WebKit?” rispondono liste più o meno complete, disponibili su Wikipedia e sul sito ufficiale webkit.org.

Si apprende così che WebKit è il motore di parecchi browser tra cui spiccano quelli di Google che lo utilizza in Chrome e nella versione open source Chromium. Vanno però citati anche iCab, Epiphany, Omniweb, Shiira, RockMelt e WebPositive per Haiku (riproposizione open source del sistema operativo BeOS), i vari programmi di navigazione per smartphone con Symbian, BlackBerry, Android e per la console portatile Nintendo 3DS.
Tra gli altri progetti di rilievo che si appoggiano alla tecnologia creata originariamente da Apple troviamo Entourage di Microsoft, il sistema di distribuzione di giochi Steam, la tecnologia AIR di Adobe, i client di Instant Messaging/chat Adium, Proteus e Colloquy e quello di filesharing Acquisition. Da non dimenticare infine che WebKit è utilizzato anche da WebOS, la sfortunata piattaforma concorrente di iOS creata da Palm (e poi acquisita e mal gestita da Hewlett Packard).

Se WebKit festeggia il suo primo decennio di vita, bisognerà invece aspettare ancora un po’ perché anche Safari raggiunga lo stesso traguardo. Il browser di Apple ha infatti “solo” otto anni.
Ci sono infatti voluti quasi quindici mesi perché dal primo commit il software fosse pronto in una versione più o meno stabile e utilizzabile. La “Public beta” esordì sul palco del Macworld Expo nel gennaio 2003 , e la prima versione ufficiale arrivò solo nel giugno dello stesso anno.

Articolo originariamente pubblicato su Melablog.it



Pubblicato il 25/08/2011 e archiviato in: articoli  
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