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Comicsblog – Lucca Comics 2010: intervista al traduttore di Cerebus, Francesco Matteuzzi

Alla manifestazione Lucca Comics 2010 la saga dell'orriterropo di Dave Sim ha fatto il suo atteso esordio in Italia: ecco una chiacchierata con il traduttore, anche lui autore di fumetti.

di Nicola D’Agostino

Cerebus allo stand Black Velvet

Annunciato l’anno scorso e poi rimandato, il primo volume di Cerebus è finalmente arrivato! La Black Velvet* ha portato in Italia le avventure tragicomiche dell’orriterropo di Dave Sim, col volume “Alta società”, che traduce l’originale “High Society”.

È bene ricordare che Sim si è a lungo opposto a qualsiasi versione tradotta della sua opera e la complessità anche linguistica di Cerebus lo ha reso argomento di dibattito tra appassionati e operatori del mondo del fumetto.
Il compito di rendere le parlate di Cerebus, Lord Julius, Astoria, The Roach e tutto il mondo di pazzi e sconclusionati personaggi è toccato a Francesco Matteuzzi, scrittore e autore di fumetti a cui ho fatto qualche domanda.

Parlaci un po’ di te e delle tue esperienze fumettistiche.

Principalmente i miei lavori nel campo del fumetto li ho svolti in qualità di sceneggiatore. Ho esordito su L’Insonne, con cui continuo a collaborare, per poi creare Maisha (Arcadia) e scrivere il graphic novel Don Peppe Diana (Round Robin). Le ultime cose che ho scritto, e che stanno uscendo in questi giorni, sono Anna Politkovskaja (BeccoGiallo) e Le nuove avventure di Benedetto Papa (Dada), del quale purtroppo sono anche disegnatore.

A livello di traduzioni, pur avendo lavorato molto, ho fatto pochissimi fumetti: due graphic novel fantasy per 25 Edition, qualcosa per 001 e, ovviamente, Cerebus, che è stato sicuramente il più impegnativo e divertente.

Conoscevi già Cerebus?


Conoscevo il personaggio e ne avevo lette alcune storie, ma mi mancava la visione d’insieme dell’opera. La prima edizione è composta da 300 albi spillati, nel classico formato americano, e io ne avevo letti davvero pochi, numeri sparsi perlopiù. Questo lavoro è stato anche l’occasione per approfondire tutta la saga, che è davvero sorprendente sotto molti punti di vista.

Quanto tempo c’è voluto per tradurre “High Society”?


Difficile dare una risposta a questa domanda, visto che mentre lavoravo ad Alta Società portavo avanti, in parallelo, anche altri progetti. Tra l’inizio e la fine del lavoro sono passati, credo, circa quattro mesi. Diciamo che se quello fosse stato il mio unico impegno mi avrebbe portato via un mese/un mese e mezzo di lavoro. Più o meno.

Ci sono state direttive o richieste esplicite da parte dell’autore? E da parte della Black Velvet?


No, l’autore non ha dato nessuna direttiva particolare, ma di certo tiene molto alla qualità dell’edizione tradotta, visto che si è reso disponibile a darci una mano nelle varie fasi della lavorazione.
Per la revisione, invece, c’è stata e continua a esserci piena collaborazione tra me e Omar Martini, che cura l’edizione. Tutte le decisioni più importanti relative all’adattamento e alla resa del testo le prendiamo insieme, confrontandoci sui singoli punti. È un bel modo di lavorare.

Cerebus in italiano!

Qual è la cosa che hai trovato più difficile in assoluto?

Decidere come far parlare il personaggio del Duca Leonardi, sosia di Chico Marx che, proprio come lui, in originale parla con accento italiano. Con l’editore abbiamo discusso a lungo per decidere quale fosse la scelta migliore, e alla fine abbiamo optato per la decisione che ci sembrava più razionale… speriamo che piaccia anche ai lettori.
Al di là di questo, il lavoro principale di un traduttore consiste nel comprendere quale sia lo spirito di fondo di un’opera e impegnarsi per trasferire quello spirito nella lingua di destinazione. E con un lavoro complesso come Cerebus non è sempre un’impresa facile.

Il primo volume è finalmente nelle mani dei lettori: a che punto sei con la traduzione del secondo?

La comincerò a giorni. “Church & State” è una storia piuttosto complessa, divisa tra l’altro in due tomi che complessivamente sono lunghi più del doppio del precedente “Alta Società”. Un lavorone, insomma, la cui uscita, almeno per quanto riguarda il primo dei due libri, è prevista per il prossimo autunno. Purtroppo non posso essere più preciso, dal momento che trattandosi di una coproduzione internazionale le tempistiche non sono decise in totale autonomia da Black Velvet.

* Nota: per correttezza avverto che il sottoscritto è stato ed è collaboratore della Black Velvet.

Articolo originariamente pubblicato su Comicsblog.it



Pubblicato il 11/11/2010 e archiviato in: articoli  
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