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Linspire sbarca in Italia

Intraprendente, chiacchierato, contestato, apprezzato e da mesi coinvolto in una lotta contro il colosso di Redmond, ecco arrivare in pompa magna anche in Italia il sistema operativo Linspire.

di Nicola D’Agostino

Il 6 luglio ha visto a Milano una conferenza stampa per il lancio della versione localizzata in lingua italiana di Linspire (ex LindowsOS), sistema operativo basato sulla distribuzione GNU/Linux Debian.
Per l’occasione erano presenti il CEO della Lindows Inc. (ora Linspire) Michael Robertson e David Orban, CEO della Questar che commercializza il prodotto in Italia.
Un evento importante per il lancio di un prodotto commerciale di tipo GNU/Linux che punta con decisione al mercato desktop (e solo al mercato desktop), e per la presenza di Robertson, uno dei protagonisti del boom della Net Economy, che ha fornito un prezioso scorcio sugli obiettivi ambiziosi dell’operazione italiana di Linspire.

Orban e Robertson

La prima parte della conferenza è stata dedicata ad un lungo intervento di Robertson, che con notevole verve ha ripercorso il cammino che lo ha portato a fondare e puntare con convinzione su di un’azienda che propone un sistema operativo di tipo Linux all’utente finale. Robertson ha ricordato come, poco più di 4 anni prima, si trovasse nello stesso albergo milanese per la sua precedente creatura, Mp3.com, e come proprio l’acquisizione di questa da parte di Vivendi lo ha portato a chiedersi cosa fare, come proseguire come imprenditore.

Robertson intervento

La risposta è stata quella di decidere di “competere con Microsoft”, derivata da una riflessione su Mp3.com che, al momento della vendita, era esclusivamente su piattaforma Linux.
Robertson aveva notato l’impatto del sistema sull’azienda e, anche se all’epoca l’uso di Linux negli uffici era nullo, la sua convinzione è stata che rappresentasse "il trend tecnologico più importante del decennio" e che "le stesse caratteristiche di costo, stabilità, flessibilità, assenza di virus che hanno avuto successo nel settore dei server potessero funzionare sul desktop".

La chiave di volta della strategia dell’imprenditore e della Lindows in questi anni è il "credere nel mercato libero" unito alla fiducia di una "grande ondata in arrivo", per cui non si tratta di Lindows con i suoi 40 sviluppatori ma del mondo Linux contro Microsoft.
Una strategia che vede Linux come un’opportunità, un mercato emergente, che dal 3,2% del 2002 è passata al 7% secondo IDC e che in 5 anni il CEO della Lindows/Linspire ritiene risiederà su oltre il 20% dei PC mondiali.
Nel suo discorso Robertson, ha ribadito la dedizione a fornire un prodotto esclusivamente per i desktop e laptop, non per server, nè set top box nè pda o palmari. Tantomeno ha fatto difetto della franchezza per cui è noto, dichiarando ad esempio che per il mercato consumer le cose più importanti non sono necessariamente le stesse che galvanizzano i fan di Linux.

Per gli utenti desktop è primario il discorso sui costi, nello specifico quelli del software, i quali, al contrario dei costi dell’hardware, sono in prospettiva sempre maggiori e spesso ingiustificati.
Un esempio di questa situazione per il CEO di Lindows è il ruolo degli antivirus nel mondo Windows definiti come "una specie di estorsione in cui si compra computer e sistema operativo e poi bisogna pagare una cifra regolarmente perché tutto funzioni bene".

La risposta è, prevedibilmente, l’offerta Linspire che rappresenta una frazione del costo di Windows XP e di Office, il 20-30% secondoRobertson. L’abbattimento dei costi si ottiene sia grazie al SO, in vendita nella versione italiana a 69,90 Euro, che al nutrito parco software usufruibile con l’abbonamento alla "Warehouse", biblioteca di applicativi da installare e usare con un solo (e semplice) clic. Quest’ultima procedura (ovviamente con interfaccia grafica), chiamata "Click N Run", è una delle aggiunte salienti (e proprietarie) di Linspire alla formula di base GNU/Linux. A Milano Robertson ne ha evidenziato anzitutto il parallelismo con (eccolo di nuovo) Mp3.com in quanto modalità di distribuzione digitale prima musicale ed ora di programmi ma anche in una logica prosecuzione del discorso con il cliente dopo l’installazione del sistema operativo. La Warehouse e il Click N Run (CNR) sono la seconda fase del "facile ed economico" che inizia con il CD di Linspire: un servizio a pagamento, certo, che propone da un lato una soluzione per la Lindows di continuare a fare affari, ma dall’altro anche un eccellente metodo per non abbandonare l’utente/acquirente a sè stesso in un nuovo mondo, quello di Linux, tuttora complesso e difficile per i non addetti.

Linspire Italiano - localizzazione

E’ perciò estremamente apprezzabile il fatto che la versione italiana di Linspire appena presentata comprenda oltre al contenuto della versione statunitense, (il CD con Linspire, il manuale e LinspireLive! la versione "Live" utilizzabile direttamente da CD senza installazione) anche un anno di sottoscrizione al servizio online alla Warehouse, cosa confermata durante la conferenza dal responsabile commerciale della Lindows, Larry Kepler. Noi aggiungiamo che nella scatola si trova anche un disco etichettato "Click N Run Express" rivolto a chi non dispone di una connessione a banda larga e che Robertson ci ha svelato fornire una preselezione dei software più popolari -e statisticamente più probabili ad essere scelti- tra quelli disponibili.
Il contenuto di Linspire Italiano è il momento per Robertson di illustrare la scelta dell’Italia, che è anche un lusinghiero apprezzamento dell’intraprendenza del CEO di Questar, David Orban, il quale, non pago del ruolo di distributore e rivenditore, ha contattato Robertson con la proposta di localizzazione, la terza dopo quella giapponese e spagnola.
Il risultato è stata l’approvazione e sei mesi di collaborazione e pianificazione che non hanno semplicemente impostato nella nostra lingua l’interfaccia grafica KDE usata da Linspire (come proposto sul forum della Questar) ma hanno confezionato un prodotto italiano in tutte le sue parti, dal software originale incluso (il CNR ad esempio) ai tutorial e walktrough fino al manuale stampato allegato.
Orban a questo punto ha preso la parola ed ha continuato ad illustrare Linspire, fornendo un mix di caratteristiche e considerazioni sulla posizione che assume nel mercato e nel mondo delle distribuzioni GNU/Linux.

Open Office in Linspire

Il suo intervento si è aperto con la necessità di sfatare i pregiudizi contro il movimento open source e nello specifico di controbattere alla minimizzazione di Linux come una semplice riproposizione ed emulazione di offerte preesistenti. La dimostrazione sono le nuove tecnologie in cui il sistema del pinguino è all’avanguardia (e Linspire ne approfitta), come l’integrazione con i motori di ricerca o la telefonia via Internet. Al tempo stesso Orban ha definito prioritaria la trasparenza e la compatibilità con i formati aperti e chiusi del mondo Microsoft, grazie all’inclusione di programmi compatibili. A maggior ragione, aggiungiamo, da quando Linspire ha abbandonato l’iniziale strada della compatibilità binaria con i prodotti Windows per mezzo dell’emulatore sviluppato da Codeweavers e che ora, ironia della sorte, è uno dei punti di forza di Xandros, altra distribuzione commerciale per il desktop.

David Orban

Tornando all’intervento del CEO della Questar, anche Orban si è soffermato sull’aspetto post vendita del supporto, cruciale per il consumatore non esperto di informatica, sottolineando oltre alla presenza di documentazione, esercitazioni, FAQ e forum sul sito, il supporto per e-mail e anche un’assistenza telefonica gratuita. Si è ribadita nuovamente la rivoluzione del Click N Run che contiene circa 1800 applicativi di cui 1750 gratuiti e 50 a pagamento e che è non solo localizzato ma che prevede una "corsia" specificatamente italiana (attualmente in costruzione). Questa mostrerà i prodotti specificatamente italiani o guide e consigli in italiano per l’installazione dei programmi più importanti e sarà personalizzabile dagli utenti che potranno creare (e condividere, magari con gli amici) proprie "corsie" con le proprie raccomandazioni.
Al Click N Run è connesso anche l’approccio alle licenze, che in Linspire non sono legate alla macchina (un chiaro riferimento alla pratiche dei concorrenti) ma alla persona o all’azienda o meglio al loro account per l’accesso alla Warehouse. A chi si chiede cosa ci sia sotto il cofano, la risposta è stata chiara e trasparente: i software nella "biblioteca" sono pacchetti .deb e Linspire non è un ambiente chiuso. Volendo si può "aprire il cofano", usare la linea di comando e installare anche senza CNR, al rischio e al costo però di possibili conflitti e/o problemi, ha specificato Orban.

Ma l’esordio di Linspire in Italiano non è ristretto al pacchetto software, per quanto esso sia ben curato. Abbiamo accennato prima ad una strategia più ampia e questa è stata resa palese all’annuncio di un accordo tra Questar e vari rivenditori di hardware per la commercializzazione di PC con preinstallato Linspire.
Tra questi ci sono gli italiani Ambient Studio con due modelli da 450 a 600 Euro e Alternative Technology che propone anche dei laptop e, sorpresa, anche Dell con un modello dal costo inferiore a 500 Euro, 3 anni di supporto tecnico, garanzia e riparazione on-site e disponibile nei 25 paesi della comunità europea al solo costo aggiuntivo di 30 Euro. Anche se nei giorni seguenti alla conferenza il colosso ha messo le mani avanti specificando di non supportare direttamente l’operazione e che i computer targati Dell con Linspire erano un’offerta gestita interamente e autonomamenta dalla Questar, resta il dato concreto della disponibilità di computer con Linux supportati direttamente dal rivenditore e con un servizio di assistenza. Se a questo aggiungiamo i costi estremamente contenuti, abbiamo un quadro della mossa di Robertson e Orban, che gioca sulle soglie psicologiche per puntare a nuove fasce di utenti, digiuni di computer, che invece di scegliere una Playstation potrebbero fare l’ingresso nell’informatica, con Linspire al posto del canonico Microsoft Windows.

Robertson e Linspire

La conferenza si è conclusa con una sessione di domande e risposte che hanno integrato alcuni aspetti di quanto detto e aggiornato su questioni correlate. Attesa è stata la domanda sulla coesistenza con Windows, a cui è stato risposto che è ovviamente attuabile, anzitutto con un boot loader in Linspire che permette non solo il dual boot ma anche la visione della partizione dei dati di Windows. Altrettanto prevedibile quella sulla (allora in corso) causa in corso tra Lindows e Microsoft sul diritto (o meno) di usare la parola "windows" che è costata al sistema operativo oggetto della presentazione il cambio di nome da LindowsOS in Linspire. Robertson è stato però chiaro sul futuro dell’azienda: "siamo qui e ci resteremo", a cui si aggiunge il commento di Orban sulla permanenza di Linspire da più di un anno sul mercato italiano, anche in condizioni di estrema visibilità (insieme a IBM, Questar è stata uno degli sponsor del Linux Day) senza alcun attacco legale nè protesta. Interessante è apprendere che esiste anche una developer edition di Linspire, prevedibilmente non inclusa per motivi di costo e di target ma scaricabile gratuitamente tramite Click N Run.
Non sono mancate anche domande relative alle proteste "storiche" contro Linspire: la poca sicurezza in seguito all'(ab)uso dell’utente amministratore per tutte le operazioni o all’accusa di approfittare e non contribuire in alcun modo alla comunità open e quella free.
Per la prima richiesta, la risposta è stata che l’utente di default è effettivamente root ma che il sistema raccomanda la creazione e l’uso di un utente aggiuntivo. Sulla seconda questione Robertson ha ribattuto con decisione dicendo "siamo buoni cittadini, contraccambiamo con codice e soldi", ricordando, tra le altre, iniziative come l’editor visuale di pagine web NVU o investimenti come quelli in KDE, Wine o nella conferenza annuale "Linux Desktop", ma aggiungendo che non è tutto.
Ciò di cui Linux ha bisogno, secondo Robertson, non è solo codice: ci deve essere spazio anche per iniziative commerciali che aiutino a sensibilizzare i produttori (Robertson era di ritorno da un summit a Taipei con alcune aziende del settore informatico) e che spingano la distribuzione presso il grosso dell’utenza finale.
Come affermato anche in passato, Linspire non vede le altre distribuzioni commerciali (e non) come avversari. L’obiettivo "non è rubare il 3 o 5% delle altre ditte Linux" che sono piuttosto "compagni e promotori, dalla stessa parte della barricata": la "vera competizione" è solo ed esclusivamente quella con Microsoft.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Linux Magazine" n. 45 dell’ottobre 2004

Note: Sono disponibili immagini e materiale fotografico realizzati per l’articolo, tra cui molte inedite.



Pubblicato il 1/10/2004 e archiviato in: articoli  
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