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Le migliori applicazioni per iPad: Avid Studio

Combinare filmati, immagini, aggiungere transizioni, titoli, e audio: ecco un’app per trasformare i tablet di Apple, anche quelli di prima generazione, in piccole postazioni di montaggio video.

di Serena Di Virgilio e Nicola D’Agostino

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Avid Studio è un software di montaggio video per iPad destinato ad un’utenza non professionale ma smaliziata.

Oltre a permetterci di creare slideshow a partire da foto, inserire transizioni, ritagliare e montare video, Avid Studio ci consente anche di produrre titoli statici e animati nonché aggiungere musica ed effetti sonori sincronizzandoli con le immagini.

Come si usa

Dopo aver creato un nuovo progetto, passiamo all’interfaccia principale del programma, divisa in un’area archivio, anteprima, storyboard, e timeline, utilizzabile sia in orientamento verticale che orizzontale.

Nell’archivio troviamo tutti gli elementi con cui lavorare: modelli per creare titoli e presentazioni, transizioni, effetti sonori, nonché musica, video e foto dalla nostra libreria.
Se il nostro iPad è dotato di un obbiettivo, potremo riprendere e scattare direttamente dall’interno del programma. Altrimenti i video possono essere importati da un computer tramite iTunes, da una telecamera o fotocamera digitale tramite il Camera Connection Kit di Apple o anche scaricati da web: se i filmati sono in un formato riconoscibile dall’iPad, saranno utilizzabili anche in Avid Studio.

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I vari elementi, rappresentati da un’anteprima, vanno presi e trascinati nello “Storyboard”, dove potremo deciderne la sequenza.
Il pannello “Proprietà” di ciascun elemento permette di controllarne alcune caratteristiche importanti. Ad esempio, nel caso dei titoli, potremo modificare il carattere, le dimensioni e il colore, oltre ovviamente al testo, le immagini possono essere adattate, mentre l’audio può essere sfumato a piacere in testa e coda.

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Nella “Timeline” invece ciascun elemento viene rappresentato da una banda colorata di lunghezza proporzionale alla sua durata. Una barra verticale ci indica il punto di riproduzione (playhead) e potremo scorrere velocemente i filmati trascinandoli avanti e indietro con il dito rispetto a questa (scrubbing). Inoltre, nella timeline possiamo effettuare le modifiche alla lunghezza dei vari elementi, tagliandone via l’inizio o la fine, oppure dividendo l’elemento stesso in due parti utilizzando lo strumento lametta, che “taglia” il filmato nel punto di riproduzione.
Il ritaglio delle estremità (trimming) degli elementi può essere effettuato spostando direttamente le maniglie nella timeline (che può essere ingrandita allargando le dita) oppure attraverso l’interfaccia “trimming di precisione” che permette di tagliare anche solo pochi fotogrammi per volta e controllare il risultato attraverso una visualizzazione in loop.

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Gli elementi audio non passano per lo storyboard ma vanno posizionati direttamente nella timeline, dove trovano spazio fino a tre tracce che corrono parallele.
Alcune interessanti funzioni si attivano nel momento in cui, nello storyboard, combiniamo un elemento con l’altro sovrapponendoli. Ad esempio, possiamo creare un effetto “picture in picture” fondendo una foto e un filmato, oppure sostituire una foto con un’altra mantenendo lo spazio temporale già assegnato.

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Completato il lavoro, possiamo esportarlo in tre dimensioni (qualità ridotta 480p, qualità media 540p, qualità HD 720p) e condividerlo. Se siamo in possesso di Avid Studio per Windows, potremo effettuare ulteriore editing esportando il progetto sul nostro computer.
Dal momento che il programma attinge ai contenuti della libreria, questi non devono essere rimossi finché abbiamo interesse a lavorare su di un progetto che li utilizza.

Sull’App Store

Avid Studio è in vendita a 3,99 Euro sull’App Store.
L’app richiede iOS 5.0 ed è compatibile con tutti gli iPad. Subito dopo l’uscita il software era piuttosto instabile ma dopo alcuni aggiornamenti l’app è ora utilizzabile senza troppi problemi anche sull’iPad di prima generazione dove però bisogna mettere in conto un po’ di lentezza in fase di rendering, sopratutto se di alta qualità.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su Panorama.it



Pubblicato il 29/03/2012 e archiviato in: articoli  
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