NicolaD'Agostino.net

ARTICOLI / GRAFICA & WEB / TRADUZIONI
FEED / / INFO - ENGLISH CONTENT

illustrazione nicoladagostino.net

Immagini digitali: far apparire il dettaglio mancante

L’unione fa la forza, anche nella difficile arte della computazione fotografica

di Nicola D’Agostino

La scena citata da Blade Runner

Nel film Blade Runner di Ridley Scott c’è una scena tanto famosa quanto discussa: l’investigatore Rick Deckard (interpretato dall’attore Harrison Ford) risale ad uno dei “replicanti” grazie un dettaglio cruciale… magicamente estratto con ripetuti ingrandimenti e equalizzazioni da una piccola foto. Chiunque abbia provato a stampare o espandere un’immagine presa da una pagina web si sarà però scontrato con la dura realtà, che ci fa tornare con i piedi per terra e incrina la “magia” del cinema.

Fantascienza?

L’ingrandimento delle immagini in mancanza di una risoluzione adeguata è una tecnica dai risultati estremamente frustranti. Si può rendere più nitido qualche dettaglio ma se l’informazione non c’è inutile ridimensionare, ingrandire e fare zoom: il risultato sarà un’immagine impastata o un bel primo piano di quei grossi amici quadrati noti come pixel.
In altre parole è impossibile recuperare grosse moli di informazioni se queste non ci sono già nell’immagine. O in un’immagine simile.

Tante piccole immagini in fila

È questa la chiave di volta di una invenzione della MotionDSP che si basa non su singoli scatti ma su sequenze o su filmati da cui riesce a recuperare dettagli per migliorare anche le immagini più sfocate ed impastate.

la home page della società MotionDSP

La tecnologia sfrutta fino a 25 inquadrature dello stesso oggetto ma ne bastano anche cinque o sei e vanno bene riprese come anche una serie di foto, purché non siano identiche ma varino nell’angolatura. Tra i risultati ottenibili ci sono rimuovere scalettature e degli artefatti tipici della compressione, rendere più vivi colori, ma soprattutto aumentare la risoluzione, dettagli e magari rendere leggibile del testo che era sfuocato.

Il nostro agente a Santa Cruz

MotionDSP in azioneLa MotionDSP è nata nel 2005 e la sua tecnologia ha avuto origine all’Università della California a Santa Cruz ma lo sviluppo è in buona parte fatto anche in Europa, in Serbia per l’esattezza.
Un piccolo ma significativo dettaglio è da dove vengono i finanziamenti: dalla In-Q-Tel, che è un fondo di investimento tecnologico della… CIA. Sì, l’agenzia di intelligence degli Stati Uniti finanzia pubblicamente aziende e tecnologie e quella della MotionDSP è chiaramente molto interessante per chi è interessato a far emergere piccoli particolari da fotografie fatte in pessime condizioni o con parecchio di disturbo.
Secondo le dichiarazioni rilasciate da un video a 320 x 240 pixel si può ottenere un’immagine a risoluzione da 1280 x 1024 pixel o una foto panoramica.

Aggiusta il filmato

Le invenzioni della MotionDSP fortunatamente non sono prerogativa di spie e addetti in camice bianco. Da qualche tempo sono disponibili a tutti sotto forma di un sito web, FixMyMovie.

FixMyMovie è stato presentato in anteprima lo scorso autunno 2007 alla manifestazione Demo e poco dopo, anche grazie a nuovi fondi, è divenuta disponibile la sua prima incarnazione per aggiustare i filmati amatoriali, a costo zero. Una volta registratisi si può spedire via email o fare l’upload di un video le cui dimensioni e risoluzione massima devono essere di 15MB e 352 x 288 pixel (CIF): sostanzialmente i filmatini fatti con cellulari o fotocamere digitali economiche.

Cosa si può fare

Tra le migliorie digitali offerte da FixMyMovie ci sono il quadruplicare la risoluzione e l’aumentare il framerate, ad esempio da 7.5 si sale a ben più rispettabili 15 al secondo. Al tempo stesso verrà eliminato e spianato più possibile ogni aliasing, migliorata l’illuminazione e in generale resi più nitidi tutti dettagli. Il risultato poi si può scaricare sul proprio computer o pubblicare direttamente su YouTube o negli spazi per video di Blogger o MySpace.

Un aiutino dall’intelligenza artificiale

In Blade Runner lo strumento usato da Harrison Ford per scavare nell’immagine si chiama Esper ed è un’esclusiva (fantascientifica) degli investigatori dotata di intelligenza artificiale. La descrizione ufficiale che l’Esper è un “prototipo avanzato per l’esame di video e fotografie” che “si basa su algoritmi probabilistici” e permette di fare zoom bel al di là di quanto si potrebbe normalmente ma anche di avere una “vista tridimensionale” della scena che coglie i riflessi su superfici e mostra anche ciò che è celato dietro angoli ed altri ostacoli”. E se non bastasse invece di azionare filtri o menù e finestre di dialogo via tastiera o altro dispositivo tutte le operazioni si effettuano a voce.

Da Internet alla TV

Tra i possibili utilizzi della tecnologia di MotionDSP c’è quello di gettare un ponte un po’ più solido tra Internet e televisione. C’è infatti molto interesse per portare i contenuti video della Rete nel salotto digitale ma uno dei problemi con cui ci si scontra è la bassa qualità e piccola risoluzione dei filmati che si possono trovare su servizi come YouTube. Il software di equalizzazione di FixMyMovie può essere la soluzione e ci sono già alcune trattative in corso. I risultati non si vedranno subito però per una questione di potenza. Attualmente l’elaborazione dei video richiede diverso tempo ed è sostanzialmente in differita. Per avere risultati visualizzabili in tempo reale gli occhi sono puntati sulle prossime e più accessibili generazioni di computer con processori multicore.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hacker Journal" n. 149 del 17 aprile 2008



Pubblicato il 17/04/2008 e archiviato in: articoli  
Tag: , , , ,


Il sito non ha carattere di periodicità e non rappresenta "prodotto editoriale". Il materiale è riprodotto a scopo puramente informativo e illustrativo e resta di proprietà dei legittimi titolari.

© 2001-2017 Nicola D'Agostino - - ditta individuale - P.I. 01810000685 ingegnere culturale disciplinato ai sensi della legge 4/2013 - Avvertenza sui link