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Oggi il software si usa via web

Office, email, agende, calendari… scopri le nuove applicazioni che "girano" nel browser.

di Nicola D’Agostino

Leggere e scrivere e-mail, consultare calendari e agende, scrivere testi e tenere conti, realizzare presentazioni, spedire messaggini e fare chat, gestire il supporto alla clientela o organizzare e coordinare corsi: ora si può fare tutto questo ed altro ancora esclusivamente tramite il browser, ovunque, comunque e (quasi) sempre.
C’è chi la chiama rivoluzione del web, chi la realizzazione (finalmente!) delle possibilità della rete e chi si diverte ad affibbiare nomi e definizioni forse un po’ altisonanti come Web 2.0.

Largo ad AJAX

La sostanza è che negli ultimi mesi, grazie ad un nuova ricetta di programmazione online chiamata AJAX, è possibile per le applicazioni web saltare molti dei vecchi ostacoli (lunghe attese e tempi morti, poche funzioni, lentezza e poca reattività dell’interfaccia) e recuperare terreno prezioso sugli eseguibili presenti sul computer.
Dietro a questo passo in avanti c’è AJAX, sigla che sta per "Asynchronous JavaScript language and XML" e permette di slegare gran parte delle operazioni nel browser da una risposta nel server interponendo uno "strato" tra l’utente e il server spostando parte del programma nel nostro browser.

Ecco uno schema che mostra la differenza tra AJAX e le vecchie web application

Nello specifico non c’è bisogno di aspettare ogni volta che il browser mandi i dati al programma sul server, che questo risponda e infine che si ricarichi la pagina web: questa viene solo aggiornata, velocemente e spesso con animazioni o effetti. Con AJAX ed il suo inedito mix di HTML, CSS, funzioni Javascript e XML le azioni dell’utente vengono intercettate dal motore nel browser e i trasferimenti di dati non sono così frequenti e avvengono perlopiù in background.
Il risultato è che i programmi AJAX sembrano quasi risiedere sulla nostra postazione invece che su un server remoto.

Ma a chi serve?

AJAX in realtà è già diffusissimo ed usato da tempo da varie aziende e servizi online.
Se pochi sanno che su AJAX da un bel po’ si basa l’e-commerce di marchi noti come Apple o di Gap il nome che viene più spesso in mente è ovviamente quello di Google. L’azienda di Mountain View impiega la nuova tecnologia nella sua webmail GMail ma anche in Google Reader ancora nel suo sperimentale Google Suggest che offre la ricerca in tempo reale.
Un altro nome che ha basato il suo successo recente su AJAX è il popolare fotohosting Flickr ma anche Microsoft non è stata ferma a guardare: al momento ha in cantiere vari progetti tra cui i portali per ricerche e news Live.com e Start.com e la prossima versione di Hotmail, completamente ripensata, che dovrebbe rappresentare, anche grazie ad AJAX, una seria alternativa al classico Outlook Express.

Webapps a go-go

L’aspetto più interessante è che negli ultimi mesi si sta assistendo ad un’ondata di nuove webapps, di cui alcune a pagamento ma moltoe spesso e volentieri gratuite o con offerte per tutte le tasche. Queste si superano e stimolano a vicenda e stanno interessando gran parte se non addirittura tutte le attività che si svolgono normalmente per svago o lavoro con i programmi sul PC.
Abbiamo quindi lettori, mailer, calendari, agende, programmi di videoscrittura, database, fogli di calcolo e addirittura suite di tipo “office”: gOffice e Think Free Office. E ancora: impaginazione, e-learning e gestione di progetti, assistenza ma anche hosting di foto, video e file o player musicali, come ad esempio Streampad che replica iTunes nelle funzionalità e persino aspetto. Il vantaggio è degli utenti ma anche dei professionisti e c’è addirittura chi annuncia spavaldamente la prossima scomparsa dei "vecchi" programmi in favore delle webapps.

Tutti online?

In realtà siamo ancora lontani da una situazione del genere: i due problemi principali sono la superiorità dei programmi in locale per usi specifici (pensiamo all’elaborazione grafica, o all’audio) e soprattutto il problema della connettività. Quest’ultimo è l’elemento chiave in uno scenario dominato dalle webapps. Se negli USA, come sempre in anticipo, si può presupporre una situazione di connettività permanente (pensiamo al wifi) e accesso a applicativi e dati da postazioni di terzi o mobili (portatili, palmari, smart phone) in altri paesi la situazione non è così rosea: rimanere scollegati può voler dire rimanere bloccati senza poter produrre e soprattutto senza accesso ai dati.
Sono già allo studio possibili soluzioni (tra cui il buon vecchio backup e la sincronizzazione con software in locale) ma le (giuste) critiche non ci devono impedire di approfittare della crescente cornucopia di servizi via Internet.

Un’alternativa

Le applicazioni web sono se non una rivoluzione perlomeno un’alternativa che prima mancava o era poco pratica ed efficace. Le webapps sono utili in situazioni di emergenza, quando ad esempio siamo lontani dal nostro PC e abbiamo bisogno di consultare/inviare/elaborare documenti e comunicazioni o ancora non è possibile installare programmi. Ora, grazie alle webapps, ogni computer connesso, che sia di un amico, collega, in un internet point o in una biblioteca aci pre possibilità nuove.

L’interfaccia in AJAX

Uno degli esempi più evidenti dei vantaggi offerti da AJAX per le applicazioni web sono i servizi di Google. Vediamone uno.
Google Reader è un lettore e aggregatore di feed con supporto per RSS e Atom, anteprima grafica e ben integrato con il motore di ricerca.

interfaccia di Google Reader

  1. L’interfaccia
    L’impostazione di Google Reader è un ottimo uso di AJAX che punta a replicare l’aspetto dei classici programmi di posta elettronica o per i newsgroup e pur funzionando nel browser permette drag n’ drop e operazioni praticamente in tempo reale senza troppe attese.
  2. Navigazione dei feed
    In basso a sinistra abbiamo il selettore delle fonti dei feed. Per spostarci possiamo fare direttamente click sulla voce o usare le voci in alto (up, down, page up e down): l’effetto è immediato senza ricaricare la pagina e il riquadro che evidenzia la fonte si sposta fluidamente.
  3. Anteprima live
    A destra in basso abbiamo la visualizzazione istantanea del feed selezionato inclusivo di immagine senza alcun bisogno di aspettare il caricamento. Il tutto grazie al motore AJAX che ottimizza le operazioni e riduce attese e ricaricamenti delle varie parti della pagina web.
  4. Filtri e azioni
    L’uso di AJAX permette a Google Reader di operare filtraggio, azioni e di usare funzioni da menù contestuali quasi come si fosse in un client in locale.

Requisiti di sistema?

Tra i vari vantaggi di AJAX e delle attuali webapp c’è l’essere portabili e multipiattaforma. Che si acceda via sito Internet o che installate in locale su un server web locale possiamo trascurare se siamo su Windows, Linux o Macintosh. I requisiti di compatibilità si sono spostati invece tutti sul browser e sul supporto alle varie tecnologie e plug-in. Molti servizi online usano Flash per le operazioni più complesse (ad esempio Flickr) e qualcuno anche Java quindi conviene avere versioni aggiornate. Ancora pi&uggrave; importante è usare uno dei browser che supporta il cocktail di XML, HTML, CSS e Javascript di AJAX.
Ecco una lista minima dei programmi che vanno sicuramente bene e che sono disponibili per varie piattaforme:

  • Microsoft Internet Explorer dalla versione 4.0 in sù e derivati
  • Mozilla/Mozilla Firefox dalla 1.0 in sù e derivati
  • Netscape dalla 7.1 (derivato da Mozilla)
  • Opera a partire dalla 7.6
  • Apple Safari a partire dalla 1.2 (quindi da Mac OS X 10.3 in poi)
  • Konqueror (che condivide con Safari il motore di rendering e per il Javascript)

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Nota: In alcuni casi (come in Google Mail) le webapplication funzionano comunque anche con browser vecchi o non supportati riducendosi però a offrire una versione meno avanzata e sofisticata del servizio.

Recensione: Protopage.com

Semplice e accattivante, Protopage è un sito che permette a chiunque di creare gratuitamente una propria schermata personale configurabile, da richiamare e usare come scrivania o pagina di partenza.
La traduzione della metafora nel browser è riuscita e grazie ad AJAX si può personalizzare oltre che l’aspetto anche i vari elementi presenti sulla scrivania virtuale per segnare appunti, brevi testi, liste di cose da fare e naturalmente link a siti web da visitare.

la home page di Protopage

L’uso è elementare e Protopage guida gli utenti in ogni punto della personalizzazione della pagina, dallo sfondo ai colori all’inserire il proprio nome e quindi indirizzo, che sarà del tipo www.protopage.com/nomescelto. In caso contrario i settaggi e i dati dureranno per soli due giorni (48 ore per l’esattezza). Le finestre, di cui possiamo crearne a piacimento, sono sostanzialmente di tre tipi. Abbiamo dei post-it ridimensionabili per il testo in cui si può anche scrivere HTML, dei pannelli per inserire i propri link e indirizzi e infine un box già configurato (ma sempre modificabile) con quattro campi per effettuare ricerche su Google, Yahoo!, il dizionario Dictionay.com e Wikipedia (entrambi in inglese).
Protopage al momento in cui scriviamo è alla versione 1.0 ma la 2.0 è in corso di sviluppo e aggiungerà tra le altre cose anche la visualizzazione dei feed RSS. La compatibilità è garantita agli utenti di Firefox, Safari 2.0 e Opera 8 o superiori ma per quest’ultimo ci sono alcune limitazioni sui colori.

Tutorial: Impostiamo i nostri link su Protopage

1) Il pannello con i link
Per creare una pagina propria facciamo click sulla scritta "click here" nella finestra in alto a sinistra su www.protopage.com. Ci troveremo in una nuova pagina con sfondo a foglie e vari elementi.

Il pannello con i link

Se vogliamo impostare una serie di link utili abbiamo a sinistra ben due pannelli pronti e modificabili. Per modificare i link facciamo click su "edit" nell’angolo destro in alto del pannello.

Modifichiamo il pannello

2) Modifichiamo il pannello
Ci troveremo di fronte ad una tabella con a sinistra il nome del sito e a destra il campo per l’url. Le frecce a sinistra servono per cambiare l’ordine dei link e la "x" a destra per eliminarli. In alto possiamo anche dare un nome nostro al pannello. Una volta fatte le modifiche per salvare facciamo click su "Save Changes" in basso a destra.

3) Usiamo il pannello
A questo punto il pannello con i link è pronto e possiamo usarlo o modificarlo ancora come e quando vogliamo, anche in dimensioni e posizione.

Usiamo il pannello

Qui lo si vede con tre link e posto vicino alla barra inferiore sinistra con cui possiamo creare altri nuovi pannelli per link o post-it ("sticky notes" in inglese ).

Recensione: Think Free Office Online

ThinkFree Office è una vecchia conoscenza del mercato software. Si tratta di una suite commerciale che da alcuni anni offre un’alternativa alla proposta di Microsoft, basandosi su Java e quindi con il vantaggio della portabilità su più piattaforme. Di recente ThinkFree, sull’onda delle nuove webapps, ha fatto capolino anche su Internet con una proposta online disponibile sia a pagamento che in forma limitata ma gratuita.

Think Free Office Online

ThinkFree Office Online permette di usare via web i suoi tre moduli chiamati ThinkFree Write, Show e Calc, rispettivamente videoscrittura, presentazioni e foglio di calcolo.

Rimangono anche in questa edizione via web molti aspetti positivi del pacchetto come la compatibilità con i formati Microsoft e il tentativo di replicare gran parte delle funzioni di Word, Powerpoint e Excel mentre segnaliamo la possibilità di salvare e di convertire i documenti preesistenti in PDF.

il blog informativo-promozionale su blogspot di Think Free Online, realizzato con la webapplication stessa

A differenza della versione in locale ThinkFree Office Online si orienta esplicitamente anche a nuove esigenze. Una è la stesura di testi per i blog per i quali c’è un supporto nel programma che permette la pubblicazione diretta degli scritti su piattaforma Blogger (su uno degli indirizzi su blogspot.com).
La licenza della suite è commerciale ma offre nella sua versione online un account base gratuito pienamente funzionante con spazio incluso di ben 30 mega per memorizzare i documenti prodotti.
La suite è ben dotata di funzioni nelle tre componenti che vengono lanciate tramite tre applet Java.

Si chiama My Folders lo spazio di online della webapp ThinkFree Office

ThinkFree Write segue piuttosto fedelmente Word anche nell’interfaccia: abbiamo tutte le opzioni di formattazione, di stile, ricerca basica, inserimento di tabelle e spelling anche se mancano gli automatismi (niente macro ad esempio). Stesso discorso per il modulo Calc che ha quasi tutte le caratteristiche di Excel (e gestisce i file con tutte le formule ed impostazioni) tranne cose molto specifiche come le tabelle pivot. Show è invece forse il meno curato dei tre programmi e implementa solo un sottoinsieme delle opzioni della controparte Powerpoint.
Tra i difetti segnaliamo una certa lentezza in fase di caricamento iniziale dei tre programmi e qualche lungaggine meno grave quando la suite si deve collegare al server (ad esempio in fase di salvataggio).

Tutorial: Aggiungiamo e modifichiamo un documento in ThinkFree Office Online

Uno dei vantaggi principali di ThinkFreeOffice Online è quello di copiare (nel bene e nel male) la suite di Microsoft e di fonderla con uno spazio ed una comoda gestione in rete via browser. Vediamo perciò come aggiungere un documento che abbiamo sul disco e modificarlo via browser.

Upload

1) Upload
Una volta entrati in ThinkFree Office Online facendo login dalla home page ci troviamo nello spazio chiamato "My Folders" dove troviamo tre modelli da usare in Write Show e Calc. Per lavorare su un nostro documento dobbiamo aggiungerlo. Lo possiamo fare selezionando la voce "upload" all’estrema sinistra nella barra superiore blu.

Scelta del file

2) Scelta del file
Nella schermata successiva possiamo scegliere fino a cinque file da selezionare sul disco fisso e aggiungere allo spazio online. Una volta fatto proseguiamo premendo OK.

File aggiunto

3) File aggiunto
A questo punto siamo tornati nello spazio sul server e noteremo che la nostra aggiunta (un file di Word nel nostro caso) appare ora nell’elenco, subito dopo i tre modelli.

Apriamo il file

4) Apriamo il file
Per visualizzare o modificare il file scegliamo la voce dal menù a tendina alla sua sinistra o facciamoci clic sopra e subito si inizierà a caricare l’applet necessaria, nel caso specifico il wordprocessor.

Modifichiamo il file

5) Modifichiamo il file
Ed ecco il file di Word caricato ed aperto in Think Free Write perfettamente leggibile e pronto ad essere modificato.

Writely: un word processor nel browser

C’è chi ha definito con un po’ di enfasi Writely il "Microsoft Word del web". Non è proprio così ma Writely è un servizio notevole che si difende in quanto a funzionalità e offre un discreto set di strumenti per scrivere, modificare, correggere e pubblicare testi. Writely dispone di tutte le principali opzioni di formattazione, si possono cambiare i font, creare liste numerate, far rientrare i paragrafi e persino creare ed applicare stili.

La home page di Writely

Pensato in particolare per chi scrive su blog è gratuito e permette anche l’importazione di testi preesistenti tra cui TXT, HTML e DOC (ma non ancora RTF e PDF) e immagini. Possiamo inoltre comunicare via e-mail ad altri l’esistenza dei testi e invitarli a collaborare: Writely infatti permette anche l’editing di più autori sincronizzando a brevi intervalli le modifiche.

Tutorial: importare un file in Writely

1) Upload di un documento di testo
Se vogliamo invece di creare un documento ex novo possiamo importarne uno preesistente: i formati sono per i testi .txt, .html, .doc e per le immagini .gif, .jpg and .bmp.

Upload di un documento di testo

Basta selezionare la seconda voce, "upload" in alto dopo il logo del sito. Comparirà una finestra di dialogo per selezionare in locale il file.

Upload effettuato

2) Upload effettuato
Ecco il nostro documento, nello specifico in doc, importato senza alcun problema in Writely e pronto ad essere modificato.
Se passiamo con il puntatore sul titolo nella barra di stato in fondo possiamo vedere anche l’url del documento sul server, utile per una futura condivisione del file.

NumSum: anche il foglio di calcolo in rete

Tra foto e video hosting, aggregatori, agende e calendari o liste di cose da fare, il gratuito NumSum è uno dei pochi spreadsheet del Web 2.0.
Anche qui non si può fare un confronto con prodotti come Excel ma per gli impieghi base (bilancio casalingo, piccole previsioni finanziarie), questo servizio spartano ma efficace va più che bene.

La homepage di NumSum

L’uso di NumSum con le sue celle ridimensionabili e formule dalla sintassi standard (lo standard di Excel, ovviamente) è facile e immediato se si è già usato uno spreadsheet.
Tra le caratteristiche tutte nuove c’è anche qui come in altre webapps l’aspetto di sharing. I fogli di calcolo salvati online possono essere condivisi con amici e collaboratori che possono vedere i dati e anche modificarli: una funzione interessante per aziende o collaboratori distanti tra di loro.

Tutorial: Due calcoli al volo con NumSum

Vediamo come registrarsi e subito iniziare a tenere un bilancio online con NumSum.

Registrazione a NumSum

1) Per usare subito NumSum (che richiede ufficialmente Explorer 6 o Firefox ma va anche con altri browser) basta riempire il modulo all’indirizzo www.numsum.com/account/signup e premere il pulsante "Signup" in basso.

NumSum in azione

2) Senza altre lungaggini (ci verrà spedito in seguito un messaggio al nostro account) eccoci subito alle prese con un foglio di calcolo e in pochi minuti possiamo inserire voci, cifre e anche impostare funzioni, come due semplici somme di colonne.

Gli altri servizi

Di seguito trovate una lista con brevi descrizioni di altre webapps del Web 2.0.

Ta-da list
Ta-da list, gioco di parole inglese tra "da fare" e il suono tipicamente associato ad un risultato è una delle molte webapps create dalla prolifica squadra di 37signals.

La homepage di tadalist

Il sito aiuta a tenere traccia delle cose (appunto) da fare in liste tematiche che possiamo poi condividere con il resto del mondo o con una lista selezionata di contatti, volendo anche via RSS. Per usare il servizio è necessario avere Internet Explorer 6.x, Safari o Firefox.

Remember The Milk

Remember The Milk (Ricordati il latte!) è il buffo nome per una delle più gettonate webapp online che ci ricorda e aiuta a tenere traccia delle cose da fare.

La homepage di Remember The Milk

Tra le funzionalità da evidenziare la pubblicazione e condivisione della lista, al supporto per feed RSS e anche l’invio delle incombenze da sbrigare via e-mail, Instant Messenger o SMS.

HipCal

Agenda appuntamenti e calendario: ecco l’offerta di HipCal che inizialmente si chiamava MyPIMP. Il gioco di parole originario si riferiva ai PIM, i software di Personal Information Management come Outlook (il pacchetto completo).

x

L’offerta di HipCal è di tutto rispetto: calendario condivisibile con supporto per lo standard .ics (iCal, Mozilla), rubrica, event sharing, avvisi via e-mail e SMS, sincronizzazione dei dati con altri programmi ed altro ancora.

Kiko
Molto curato esteticamente, Kiko è un calendario online il cui motto è "click on anything" (cliccate su qualsiasi cosa).

La homepage di Kiko

Kiko, nonostante un’interfaccia molto compatta (tutta in una pagina) punta alla massima interattività tipica dei programmi sul PC (drag n drop, menù contestuali) grazie ad AJAX.
Le funzionalità e i meccanismo sono quelli tipici di Outlook o di iCal con gestione degli appuntamenti ed impegni e condivisione per mezzo di invito per gruppi di lavoro.
Il servizio richiede Firefox dalla 1.0 o Explorer 6.0 o superiore.

Basecamp

Rivolto al settore business e educativo, Basecamp è una delle offerte commerciali più evolute e professionali tra le webapps.
Si tratta di uno strumento di project management esclusivamente via web che permette di tenere traccia di compiti e ruoli, condividere file in maniera discreta con clienti o collaboratori, fare il computo delle ore dedicate ad un progetto e contrassegnare scadenze, assegnare priorità e responsabili.

baseCamp in azione

Il sito afferma che Basecamp è già utilizzato da migliaia tra liberi professionisti, piccole aziende, insegnanti studenti e anche associazioni no-profit.

gOffice

Insieme a ThinkFree gOffice è una delle due principali applicazioni web di tipo Office.

La homepage di gOffice

Il servizio è ancora in fase preliminare ma promette di essere utilizzabile oltre che come strumento di word processing e impaginazione anche per presentazioni, fogli di calcolo. Altre funzioni pronte o previste sono l’importazione di testi, e l’esportazione in PDF, lo spazio illimitato, l’uso di modelli già pronti (biglietti da visita, carta intestata, contratti, cartoline, ecc), cambio di font e la possibilità di condividere i file e lavorarci sopra con altri utenti.

Writeboard

Non c’è solo Writely per scrivere via web in maniera "collaborativa".
Un’altra proposta è quella di Writeboard dei tentacolari 37signals, già responsabili di Tadalist e Basecamp.

WriteBoard

Meno word-processor e più lavagna virtuale, Writeboard è uno strumento votato all’interazione e al confronto ma anche alla produtticità/ Oltre alla condivisione dei testi permette anche di avere più versioni dello stesso documento per tenere traccia di tutti i cambiamenti fatti e analizzare gli apporti e modifiche di tutti i membri del gruppo di lavoro.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Total Computer" del gennaio 2006



Pubblicato il 3/01/2006 e archiviato in: articoli  
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