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Il webserver sull’Apple II

Altro che vecchi Mac o 386 con Linux o Minix. Se volete un webserver davvero ai minimi termini la scelta è recuperare una vecchia gloria, un Apple IIe.

di Nicola D’Agostino

Sì, un computer che ha 23 anni e un processore a una frequenza di solo 1 MHz, non ha nemmeno un espansione di memoria o un disco fisso ma può svolgere il compito di server di pagine html e immagini inline.

La dimostrazione è online dal febbraio 2008, una paginetta che si può ammirare andando puntando il browser all’indirizzo http://www.ld8.org:6502/

L’hardware

testoIl retrocomputer usato risale al 1983 ed è la terza versione dell’Apple II e il quinto computer commercializzato dall’azienda cofondata da Steve Jobs e Steve Wozniak. Fu quest’ultimo a progettare l’Apple II guadagnandosi una fama che dura tuttora come uno dei più geniali e originali hacker hardware della storia dell’informatica. L’Apple IIe nello specifico è stato un fenomenale successo commerciale venduto per ben 10 anni: al suo interno di trova un processore MOS Technology 6502 (omaggiato dalla porta a cui risponde il webserver) con clock di 1.02 Mhz, aveva 64K di RAM espandibile a 128K, come periferiche usa disk drive da 5,25″ con capienza 140K per floppy.

La vera forza dell’Apple II sono però i ben otto slot di espansione voluti da Wozniak tramite cui è stato possibile aggiungere e fare di tutto a questo primo vero personal computer prodotto in massa.

L’interfaccia

Apple IIe
Di suo l’Apple IIe non ha alcun tipo di porta per la connessione ad Internet. La chiave di tutto è proprio una scheda di espansione di carattere quasi artigianale. La Uther ethernet card è una costosa meraviglia prodotta dalla a2retrosystems. Costosa, dicevamo, perché per averla bisogna pagare ben 89 dollari, una cifra di molto superiore al costo a cui si può recuperare tutto il computer con periferiche e persino un monitor. Ma li vale tutti.

Grazie alla sua circuiteria (basato su un chip della Cirrus) e del codice custom della a2retrosystems l’Apple IIe si può collegare ad un qualsiasi switch o router Internet. Non resta che sfruttare la connessione. È qui che entra in gioco l’ultimo tassello.

Un retrosistema operativo

A far andare online l’Apple II ci pensa il software Contiki che è un minisistema operativo che fornisce a vari retrocomputer con poca potenza uno stack TCP/IP e client per Internet.

Contiki

Tra i programmi disponibili c’è anche un web server che, ricompilato, è stato lanciato prima su un Apple IIGs e poi trasferito sul retroserver dove fa il suo dovere ormai da diverse settimane.

Contiki

Contiki, la cui definizione ufficiale è “Dynamic Operating System for Memory-Constrained Networked Embedded Systems”, è nato come progetto di web browser sul Commodore 64 e si è evoluto solo in seguito poi in un OS open source altamente portabile (e ‘portato’) su numerose piattaforme.
Tra queste ci sono i Commodore PET, 64 e 128, gli Atari a 8 bit, l’ST e il Portfolio, sistemi Unix (via GTK), il Nintendo Game Boy e ovviamente gli Apple II.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su "Hacker Journal" n. 148 del 3 aprile 2008



Pubblicato il 3/04/2008 e archiviato in: articoli  
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