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Il ph di photoshopping

Rimettendo ordine tra appunti e spunti ho trovato un rimando ad un articolo del 2004 in cui l’Università di Darthmouth annunciava la creazione di un fantomatico algoritmo capace di rilevare se un’immagine digitale avesse subito fotomanipolazioni. Sia l’articolo che l’ affermazione mi risulta non abbiano avuto alcun seguito.

Della pratica del fotoritocco o photoshopping che dir si voglia mi sono occupato più volte nel corso di questi anni, sia come rielaboratore di pubblicità, ritratti e scritte che come articolista per testate a stampa e online.

milanolam02 Per alcuni anni sul server web dell’associazione Metro Olografix ho curato una gallery con le mie popolari “manipolazioni”, oggetto anche di una mostra personale in Abruzzo, e in seguito ho realizzato una serie di home page dell’associazione.

Alcune delle immagini più significative sono state archiviate su Flickr.

Diretta conseguenza del mio interesse per le “perversioni” iconografiche sono le discussioni e gli scambi in privato sul ritocco digitale, sugli aspetti culturali e su quelli tecnici. Non penso si sia stupito nessuno che qualche anno dopo sia poi finalmente riuscito a scrivere e far pubblicare un pezzo intitolato “Photoshop generation” in cui riassumevo la storia e i tratti salienti del fenomeno del photoshopping.

Negli ultimi mesi ho avuto l’occasione di ritornare sull’argomento, stavolta dal punto di vista tecnico.

Diverse persone si erano chieste e mi avevano interpellato sul se e come rilevare le fotomanipolazioni: ho provato a rispondere, seppure un po’ in ritardo, sulle pagine di Hacker Journal 90 del dicembre 2005.

Lì, sulle pagine della rivista a mia disposizione, ho provato a fare il punto della situazione e fornire qualche consiglio, citando tecniche vecchie e nuove con strumenti quali Photoshop o The Gimp. Era in questo testo che doveva confluire anche l’articolo del 2004 citato all’inizio e che prometteva miracoli nelle indagini forensi iconografiche.

Anche se esiste un’altra tecnologia, sviluppata dai laboratori cinesi della Microsoft, e menzionata nel pezzo, ritengo che non esista (ancora) un metodo automatico ed assolutamente certo per realizzare o rilevare “taroccamenti” (c’è chi li chiama così) delle immagini.

Il photoshopping non è solo tecnica ma sopratutto questione di inventiva, senso estetico, creatività e tanta ironia. E queste ultime non sono ancora riuscite a ricondurle ad algoritmi.



Pubblicato il 27/10/2007 e archiviato in: articoli  
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