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Il nuovo eMac visto da vicino

Con il rinnovamento della linea, l’hub digitale di fascia bassa di Apple diventa più potente. Ed economicamente più conveniente. Le sorprese sono tutte “nascoste” e riguardano processori, memoria e grafica.

di Nicola D’Agostino

Lanciato nel maggio del 2002 l’eMac eredita molte delle caratteristiche concettuali del primo, rivoluzionario, modello di iMac.

Il nuovo eMac di tre quarti. Il modello attuale è identico al precedente come design esteriore ma non internamente: i due nuovi modelli disponibili montano CPU, Ram e scheda video più potenti e, nella configurazione superiore, un lettore/masterizzatore di Cd e Dvd a velocità 8x detto “SuperDrive”.

L’eMac con montata superiormente la telecamera digitale Firewire di Apple, la iSight, venduta separatamente e pensata per l’uso con il programma iChat Av.

Due degli slogan con cui viene pubblicizzato l’eMac. Entrambi vertono sul concetto di hub digitale intodotto da Steve Jobs che vede il computer della mela nodo centrale di un vasto cosmo di periferiche per la fruizione e creazione di contenuto digitale.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 16/04/2004 e archiviato in: articoli  
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