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Google: crittografia anti-NSA per il traffico di Gmail

Adozione di nuove misure per rendere ancora più privata la posta degli utenti

di Nicola D’Agostino

Logo Gmail 2014

"La vostra posta è importante e fare in modo che sia al sicuro e sempre a disposizione per noi è importante."

È con questa affermazione che sul blog ufficiale di Gmail, Google ha annunciato un trittico di novità per il suo popolare servizio di posta elettronica.

Insieme a sforzi per un’affidabilità crescente di GMail, che secondo le statistiche interne lo scorso anno è stata raggiungibile per il 99,978% del tempo, arrivano anche due importanti modifiche atte a migliorare la sicurezza delle nostre comunicazioni.

La prima novità è che da oggi ogni volta che un utente controlla o invia un messaggio tramite Gmail, Google utilizzerà sempre una connessione crittografata HTTPS. Disponibile sin dal 2010 come opzione facoltativa e poi diventata una scelta preimpostata, la versione "sicura" del protocollo HTTP è ora l’unico modo possibile per usare la posta elettronica di Google, non importa su quale tipo di connessione, se su desktop, tablet o smartphone.

La seconda novità, altrettanto importante, è che la crittografia verrà usata anche internamente per proteggere tutti i messaggi degli utenti nei trasferimenti tra i server di Google, scelta che è stata descritta come "di massima priorità dopo le rivelazioni della scorsa estate".

Come fa notare TechCrunch, il dito di Google è fermamente puntato contro le pratiche di spionaggio dell’NSA. Nell’autunno 2013 è infatti trapelato che l’agenzia governativa statunitense intercettava il traffico che transitava tra i cavi che collegano datacenter di varie aziende nordamericane per ottenere informazioni anche senza la cooperazione delle aziende, se non proprio illegalmente.
È un comportamento che i vertici di Google, come anche quelli di Facebook, non sono disposti a tollerare: ne va non solo della nostra privacy, ma anche dell’immagine di Gmail e quindi dell’azienda di Mountain View.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su Panorama.it



Pubblicato il 21/03/2014 e archiviato in: articoli  
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