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iPhone Magazine 21 – Speciale “Fotografia sociale”

Un’immagine vale più di mille messaggi testuali. Andiamo alla scoperta del social networking iconografico con Instagram e le altre app per iPhone: per condividere incontri, esperienze, scoperte e emozioni grandi e piccole.

di Nicola D’Agostino

Instagram, Picplz, Color, Corso 12, Pictu

Un modo veloce, divertente e sociale di condividere la tua vita attraverso le fotografie: è il motto delle due app di punta di un nuovo modo di interagire online con amici e perfetti sconosciuti. Come? Tramite la condivisione di scatti digitali fatti con lo smartphone e “abbelliti” con vari effetti.

L’utilizzo di filtri e preset per ottenere “scatti d’autore” (e mascherare un po’ le inadeguatezze degli obiettivi sui cellulari) non è una novità: ci sono da tempo app come Hipstamatic che hanno reso popolare fare foto che assomigliano a quelle uscite da una Polaroid, da una Holga, fatte da una Lomo o ancora con interventi in postproduzione per aumentare la grana o virare tutto verso il seppia. La novità non è però costituita dagli effetti. L’ingrediente che fa la differenza e sta appassionando milioni di utenti è la natura inerentemente sociale di una nuova generazione di software per fare foto con gli smartphone. Ciò che immortalano viene subito condiviso su Internet, in uno stream dei nostri messaggi per immagini che si unisce e mischia a quello dei nostri contatti online.

I software più utilizzati e completi rispondono al nome di Instagram e Picplz ma sull’App Store ce ne sono davvero tanti. La cosa che hanno in comune è che sono tutte app con dietro un servizio e un’esperienza d’uso legati a Internet che stanno spingendo una variante nuova del social networking, quella per immagini. Come potete vedere non c’è alcuna pretesa di fare foto professionali e si tratta di un canale alternativo e complementare agli status di Twitter o al pubblicare le foto su Facebook, Flickr o Picasa. I software sono rapidi, pratici, essenziali e divertenti. Sono strumenti che ripensano la fotografia e la fondono con l’interazione online. Ci offrono di preservare un ricordo, condividere un’espressione, un punto di vista, qualcosa che si è fatto o si è visto. Basta un iPhone e una connessione a Internet.

picplz

Sviluppatore: Mixed Media Labs, Inc.
Prezzo: gratuito

Picplz per iPhone (nel 2011)

Ha fatto il suo esordio su Android e poco dopo, nell’agosto 2010, è arrivata la versione per iOS: Picplz è uno dei primi software (se non proprio il primo) a proporre di fare social networking per immagini cogliendo l’attimo.
Bastano pochi minuti per creare un account e ritrovarsi a scattare e inviare le proprie foto e guardare quelle degli altri. È possibile registrarsi sul servizio con nome utente, email e password oppure fare un sign-in ancora più veloce inserendo le credenziali di Facebook o Twitter .
L’interfaccia principale è composta da una serie di cinque pulsanti in basso. Con il primo a sinistra, “My Network”, si accede allo stream con le foto di amici e altri contatti. L’aggiunta di altri utenti è la prima cosa che viene proposta dall’app dopo la registrazione: vengono automaticamente evidenziati coloro che seguiamo sui social network e che sono già su picplz ma possiamo anche fare una ricerca o aggiungere qualcuno con il nome-link in alto sopra ogni foto. Sotto ogni scatto c’è un piccolo pulsante per il “like” e le statistiche. Con un tap sull’immagine è possibile vederla un po’ più in grande, aggiungerla a una raccolta nonché inserire i propri commenti e leggere quelli degli altri.
Se invece scegliamo il secondo pulsante in basso, “Interesting”, potremo ammirare le immagini più popolari e apprezzate tra tutte quelle messe online in giro per il mondo. È un ottimo modo per godersi immagini belle o curiose e scoprire nuovi utenti da aggiungere al nostro network.
Il terzo pulsante, quello centrale, serve a fare una foto e a condividerla. Premendolo compare l’interfaccia della macchina fotografica dell’iPhone con tanto di controlli per lo zoom. Appena viene fatto lo scatto l’area in basso presenta una fila di miniature per applicare filtri alla foto. Sono disponibili una ventina di effetti che virano o colorano l’immagine, aggiungono contrasti più o meno esagerati oppure ripropongono aspetto (e deformazioni) di macchine fotografiche come la Holga o la Polaroid.
Confermando con il pulsante “Next” si passa a mettere un nome alla foto (o inserire un messaggio), attivare la geolocalizzazione e inviare o archiviare l’immagine anche su altri siti su cui abbiamo un account. La lista è nutrita e include Twitter, Tumblr, Flickr, Dropbox, Facebook, Posterous e Foursquare.
Una volta spedita la foto la si può vedere nel proprio network o nella lista “Activity”, a cui si accede con il quarto pulsante in basso: qui troviamo un diario delle nostre attività su Picplz e di quelle degli altri utenti sulle nostre foto.
Il quinto e ultimo pulsante, “More”, racchiude varie funzioni. C’è il profilo dell’utente (a cui si arriva anche con un tap sul nome sopra le foto), l’accesso alla Libreria di foto sull’iPhone, per applicare dei filtri e poi condividere un’immagine già nel “rullino” e si accede alle impostazioni, tra cui la scelta della grandezza delle immagini e se salvare anche gli originali senza effetti speciali.

* Nota: Picplz non è più disponibile: il software è stato rimosso dall’App Store nel giugno del 2012.

Instagram

Sviluppatore: Burbn, Inc.
Prezzo: 3,99 Euro gratuito

Instagram per iPhone (nel 2011)

Instagram è la stella delle app per la fotografia sociale. Lo affermano i suoi numeri stratosferici che superano in proporzione quelli di Foursquare, di Flickr o di Twitter. Il servizio che sta dietro al programma ha quasi otto milioni di utenti e durante l’estate ha ufficialmente superato i centocinquanta milioni di immagini, attestandosi su una media recente di dieci foto condivise al secondo.
Nonostante sia relativamente giovane (quando leggerete questo speciale avrà appena compiuto un anno di vita) Instagram si è imposta in poco tempo come l’app più conosciuta e utilizzata per condividere su iPhone (e solo su iPhone). Sarà merito del nome più riconoscibile? Dell’icona che richiama le macchinette Polaroid? Del marketing? O di un’interfaccia migliore?
La risposta è probabilmente un mix di tutte queste cose: è indubbio che Instagram ha saputo catturare un enorme pubblico che apprezza l’immediatezza e il piacere di guardare e condividere momenti della nostra vita. Come per picplz anche in Instagram il fine ultimo è quello di immergersi in un mondo di immagini e nelle esperienze, ricordi e reazioni che evocano, e l’interfaccia è essenziale.
La registrazione a Instagram è rapida: non è possibile autenticarsi via Facebook o Twitter ma bisogna creare un account sul servizio, cosa che impiega pochi secondi, anche con connessione via rete cellulare. Il passo successivo è l’aggiungere gli “amici” dalla lista contatti, sui due social network appena citati oppure facendo una ricerca per nome o nome utente. Non solo è probabile che si trovi qualcuno dei contatti ma volendo si possono anche aggiungere utenti celebri che sono su Instagram come Jamie Oliver, Justin Bieber (probabilmente il più popolare in assoluto), Tony Hawk, Moby e… Snoop Dogg.
L’interfaccia dell’app, quasi tutta tradotta in italiano, consiste in cinque pulsanti in basso tramite cui si accede alle funzioni o alle attività principali del servizio. Il primo a sinistra, “Cronologia”, presenta uno stream delle foto del nostro network di amici e contatti, di cui possiamo guardare foto, esprimere l’apprezzamento con il pulsante “Mi piace” o inserire commenti. In cima all’immagine è riportato il nome dell’autore che è anche un link al suo profilo dove si possono vedere le altre foto e lo si può aggiungere alla propria rete.
Il secondo pulsante, “Popular”, aggrega invece le immagini più apprezzate tra quelle di Instagram a livello mondiale. Vi troviamo tante foto belle o perlomeno interessanti ed è un sistema per fare la conoscenza di utenti all’altro capo del mondo o poco distanti che vale la pena seguire.
Il terzo pulsante, centrale, è leggermente più grande degli altri perché si presuppone che lo useremo abbastanza spesso: è quello per attivare la fotocamera dell’iPhone e immortalare qualcosa o qualcuno. Dopo aver fatto la foto, o aver scelto uno scatto dalla Libreria dell’iPhone, si passa a scegliere uno dei tanti filtri disponibili, alcuni dei quali includono anche una cornice. Tra gli effetti disponibili abbiamo XPro-II, Earlybird, Lomo-fi, Sutro, Toaster, Brannan, Inkwell, Walden, Hefe, Apollo, Poprocket, Nashville, Gotham, 1977 come anche la possibilità di applicare, con un tap sulla foto in basso a sinistra, una sfocatura per avere un effetto Tilt-Shift. Una volta fatta la scelta (o aver selezionato la prima voce, “Normal”, che lascia la foto com’è) premiamo il pulsante “Prossima” in alto a destra. In questo modo si passa all’inserimento di un titolo, delle coordinate (geotag) e della pubblicazione anche su altri servizi su cui si ha un account. Instagram può archiviare l’immagine su Twitter, Facebook, spedirla come allegato in un’email, metterla su Flickr, Tumblr, Foursquare e Posterous. Qualche secondo di attesa (dipende dalla velocità della connessione) e la foto sarà online, visibile in “Cronologia”, nel nostro profilo e da chiunque segua il link, magari in un messaggio su Twitter.
Il quarto pulsante in basso è “Notizie” ma sarebbe meglio chiamarla notifiche: vi compaiono messaggi sull’interazione con le foto pubblicate e in generale l’attività dei nostri contatti.
Il quinto e ultimo pulsante, “Profilo” fa accedere a una serie di opzioni, impostazioni e informazioni. Da qui si possono effettuare ricerche (ma non geograficamente), rivedere le nostre foto e quelle “piaciute”, chi seguiamo e chi ci segue e ancora cambiare le preferenze di condivisione, tra cui anche il livello di privacy attivando una modalità per cui chi vuole vedere le immagini dovrà venire autorizzato.

Instagram: un’app solo per iPhone

Una particolarità di Instagram è quella di essere un programma esclusivamente per iPhone. [Mentre scriviamo] Non esistono versioni per Android o altre piattaforme “mobili” e anche da web non si può fare altro che guardare le foto. Tolto il pulsante per il “mi piace” su Facebook e quello per Twitter non è possibile interagire o vedere informazioni sulla foto, su chi l’ha scattata e magari vedere le altre immagini dello stesso utente.
Instagram si utilizza solo ed esclusivamente con l’app per iPhone (o altro dispositivo iOS con fotocamera), e in cima a ogni immagine sul web si invita a scaricarla dall’App Store.
Ci sono però alcuni siti web che, dietro autorizzazione, usano le API di Instagram per creare una pagina con il profilo e raccogliere le foto degli utenti. Si tratta di Followgram, Gramfeed, Inkstagram, Instacell, Extragram e Instagrid.

Instagram sul web (nel 2011)

Ricerche iconografiche geolocalizzate

Instabam sul (nel 2011)Le immagini condivise via Instagram possono includere informazioni sulla nostra posizione, ovvero con memorizzato il luogo dove la foto è stata scattata. Instagram, però, non fa un uso particolarmente avanzato o utile di queste informazioni. Grazie alle API (Application Programmer Interface) di Instagram ci vengono in soccorso alcuni software che permettono di fare ricerche anche in base alla posizione geografica.
InstaRadar, InstARgram o Instabam sono tre app che rilevano la nostra posizione e anche senza inserire le credenziali di Instagram ci mostrano le foto “vicino a noi”. Tutte indicano la distanza dell’immagine scattata da dove ci troviamo ma ogni app ha una peculiarità: Instaradar permette di fare ricerche in base alle località, Instabam di variare la distanza (e quindi i risultati) e InstARgram prende le foto del “vicinato” e le organizza in un mosaico di miniature.

Le altre app

Se volete tuffarvi nel mondo della fotografia sociale non è detto che dobbiate usare per forza Picplz o Instagram: ci sono numerose app alternative. Sono quasi tutte gratuite e alcune cercando di distinguersi offrendo un’interfaccia diversa o proponendo filosofia d’uso particolare.
Eccone di seguito alcune che propongono una propria variante di social networking fotografico, aggiungendo (o sottraendo) funzioni, variando l’approccio e la formula, aumentandola, integrandola e in alcuni casi rielaborandola in modi nuovi..

Mobli

Sviluppatore: Mobli Media Inc.
Prezzo: Gratuito

Mobli si distingue dalle altre app di fotografia sociale per la possibilità di pubblicare anche video, per l’interfaccia diversa e per il puntare molto sulle informazioni accessorie e sui metadati allegati ai contenuti che si condividono. L’app ha un’organizzazione delle funzioni un po’ complessa, basata su sei aree chiave: Me, My feed, Live, Around Me, Popular e Search, con altri due pulsanti per usare l’obiettivo o selezionare un’immagine preesistente e in basso le notifiche. Al momento dell’invio ogni foto o filmato può essere associato a un canale tematico che l’app mostrerà vicino all’immagine come dei tag, insieme al nome utente, offrendo una forma rudimentale ma interessante di archiviazione e ricerca.
Una caratteristica su cui Mobli punta molto è quella delle coordinate di geolocalizzazione. Ogni immagine riporta visibile il luogo in cui è stata fatta e con un semplice tap si può far comparire sullo schermo una mappa di Google e il menzionato “Around Me”, la ricerca delle immagini per vicinanza è una delle funzioni principali dell’app.
Notevole anche la parte relativa ai filtri, una ventina, che possono essere applicati anche a gruppi, stratificando gli effetti fino a un massimo di quattro. Non ci è stato possibile provarlo ma gli sviluppatori promettono un bonus aggiuntivo, sotto forma di ulteriori filtri speciali legati al luogo in cui ci si trova, e che ad esempio, appaiono e si possono usate solo a un concerto a Los Angeles.

Mobli per iPhone (nel 2011)

Piictu

Sviluppatore: Piictu Inc.
Prezzo: Gratuito

Lo stream di Piictu per iPhone (nel 2011)A prima vista Piictu appare come una versione semplificata di Instagram e Picplz di cui replica buona parte dell’interfaccia senza aggiungere granché. Le differenze però ci sono e una è l’assenza di qualsiasi filtro da applicare alle immagini. Esplorando e utilizzando il programma si nota anche che ci sono più opzioni per scoprire e guardare immagini, con ben tre stream iconografici: quello del network, chiamato “Following”, le immagini “Popular” e il “Latest”, che contiene quelle appena condivise dagli utenti dell’app (e del servizio).
Molto gradita è anche la guida contestuale che conduce per mano i neoutenti tra le funzioni e le attività. La cosa però più originale di Piictu è l’invito a usare la fotografia sociale per dialogare, “rispondere” e contribuire a tematiche. Nell’app, quando vengono presentate delle immagini, l’ultima icona di anteprima è sempre vuota e reca il simbolo della macchina fotografica. È un modo di dire “ora tocca a te”, un invito a realizzare e inviare una foto in tema. Questa verrà aggiunta all’argomento o tematica, con un piacevole (e perché no, elettrizzante) meccanismo di partecipazione e interazione tra gli utenti del programma.

Corso12

Sviluppatore: Corso12
Prezzo: Gratuito

Corso 12 per iPhone (nel 2011)“Paparazza la tua Dolce Vita con Corso12” recita la descrizione sull’App Store di questo programma tutto italiano.
L’app ha un’interfaccia, un’organizzazione e funzioni assimilabili a quelle di Instagram & C. ma presenta alcuni tocchi apprezzabili qui e lì. Uno è senza dubbio l’utilizzo di una spiritosa terminologia nostrana, che invece del solito “Popular” definisce le foto migliori come appartenenti a un “Olimpo” e chiama “Paparazzi” gli utenti fotografi.
Ancora più importante è l’attenzione di Corso12 alla privacy: le opzioni compaiono non appena si scatta una foto e si può scegliere tra il non condividere con nessuno, solo con la propria lista di contatti, pardon di Paparazzi amici, oppure con tutto il mondo.

Nota: Corso 12 è ancora disponibile sull’App Store ma ha cambiato nome (e funzioni) diventando Chat.me

Shnap

Sviluppatore: Shnap
Prezzo: Gratuito

Shnap per iPhone (nel 2011)Un po’ software di fotografia, un po’ strumento di condivisione e socializzazione e un (bel) po’ gioco online con tanto di punti da raccogliere e usare.
Shnap offre una sua variante della fotografia sociale in cui per poter condividere i propri scatti bisogna partecipare alla vita del servizio, interagendo con gli altri e votando le loro foto. L’app sottopone uno stream continuo di immagini, che possiamo votare con una serie di simboli, ricevendo in cambio dei crediti, utili a poter inviare la nostra fotografia. A nostra volta guadagneremo punti (e XP) se altri apprezzeranno le nostre immagini.

Color

Sviluppatore: Color
Prezzo: Gratuito

Come funziona Color per iPhoneDietro Color c’è un’idea tanto bella quanto ambiziosa e difficile: creare insieme ad altri una raccolta o una serie di fotografie collaborative a un evento comune come una festa, una cena, un concerto, un convegno o una manifestazione.
Per ottenere un risultato non basta fare una foto da soli, ma c’è bisogno che nello stesso posto ci siano più utenti registrati A Color, e ognuno a fotografare ciò che succede con i loro iPhone. Una volta soddisfatte queste condizioni il risultato dovrebbe essere una cronaca, un diario di quanto successo da più punti di vista e il più completa di quello che può essere il reportage o la foto ricordo di una sola persona.

Intanto, in Cina…

Condivisione sui network sociali cinesiGrazie alla sua enorme popolazione la Cina è uno dei mercati più appetibili per il social networking.
Il sito web Technode, specializzato in materia, fa notare che gli emuli di Instagram e Picplz non mancano. Sono infatti disponibili numerose app create in Cina, con versioni per iOS ma e spesso anche per altre piattaforme come Android, Blackberry e Symbian. I software non sono solo in ligua cinese ma sono indirizzate al mercato e alle esigenze dell’utenza asiatica e dialogano con altri network da quelli diffusi in occidente. Troviamo più spesso il supporto per servizi come Sina Weibo, Reren, Tencent Weibo, Kaixin001 o Douban che per Facebook, Twitter o Flickr.

Una versione di questo articolo è stata originariamente pubblicata su iPhone Magazine 21, dell’ottobre 2011



Pubblicato il 1/10/2011 e archiviato in: articoli  
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