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Foto, alla conquista dell’HDR

Breve guida alla realizzazione di immagini High Dynamic Range: dallo scatto all’equalizzazione finale. Per molti ma non per tutti.

di Nicola D’Agostino

Da tecnologia per la grafica computerizzata a effetto speciale fotografico: è questa la parabola dell ‘HDR, ovvero High Dynamic Range. Vediamo come creare queste immagini dai colori e dalla luminosità surreale quanto affascinante che stanno conquistando sempre più utenti in rete.
In breve: le immagini HDR sono composte da più scatti con esposizioni diverse che vengono poi assemblati via software e infine equalizzati per la riproduzione finale, che sia a stampa o a schermo. È una procedura non elementare né alla portata di tutti e che può richiedere strumenti costosi oltre che tempo e studio per ottenere risultati soddisfacenti.

Chiave del procedimento è catturare il soggetto della foto in almeno tre scatti diversi come luminosità ma per il resto assolutamente identici: le immagini verranno sovrapposte e combinate ed è fondamentale che da una foto all’altra rimanga tutto com’è, pena effetti di sfocatura e aberrazioni cromatiche. Sono perciò sconsigliati soggetti in movimento, anche lieve, e molto utile è che la fotocamera sia ben ferma, magari grazie ad un cavalletto.

A questo punto passiamo ad assemblare e creare le immagini HDR grazie al computer. Diciamo subito che molti dei software più usati sono commerciali e/o comunque costosi, come ad esempio Photoshop CS2 e vari plug-in appositi ma ci sono alcune alternative a basso costo o gratuite per chi voglia cimentarsi. Una può essere l’applicativo open source CinePaint 0.2 per il videoritocco derivato da Gimp e in passato noto come FilmGimp. CinePaint è disponibile gratuitamente per Windows, Mac OS X, Linux e vari BSD. Una volta lanciato l’applicativo bisogna scegliere dal menu File la voce “New From” e da lì “Bracketing to HDR”: da qui si gestisce la selezione degli scatti e la loro importazione. Le fotografie vengono automaticamente classificate secondo i valori di luminosità ed esposizione con un grafico mostra i valori e un pulsante che elabora i dati e crea il file hdr che si potrà poi salvare in vari formati tra cui l’EXR (il più usa to).

Un altro software da provare è Photomatix disponibile sia per Windows che Mac OS X e che nella versione 1.0 basic è gratuito. Qui dal menu HDRI bisogna scegliere la voce “Generate HDR” e selezionare due o più file sul disco o già aperti in precedenza. La procedura è guidata e più elementare rispetto a CinePaint ma anche qui si avrà un’immagine finale HDR che combina tutte le informazioni dei singoli scatti, che se vogliamo possiamo richiamare e modificare.

Altro software gratuito, ma solo per piattaforma Windows, è Artizen HDR 2.3. Dal menu File scegliendo “Load Merge to HDR” comparirà una finestra per importare e gestire i singoli fotogrammi e poi con “Calculate” e “Apply” generare il file HDR.
Altra possibilità gratuita è infine la vecchia versione 1 di HDR Shop, anche questo solo per Windows. Dal menu Create bisogna scegliere “Assemble HDR from Image Sequence”. Nella finestra che compare tramite il pulsante a sinistra “Load Images” si importano gli scatti, si interagisce con i valori ed i parametri e si crea il file HDR con il pusante “Generate Image”.

Al momento di salvare, HDR Shop ci presenterà la scelta se registrare come HDR in uno dei vari formati o come LDR, Low Dynamic Range, e cioè di appiattire i dati in un file bmp, tiff o jpeg. Questa seconda scelta rappresenta l’operazione finale obbligatoria di elaborazione che bisogna fare per pubblicare e poter mostrare le foto HDR sul web o stamparle: in alcune guide viene chiamata “tone mapping” e può voler dire cambiare la profondità dei bit, ad es. da 32 a 16; scegliere la gamma, giocare con curve e livelli o con l’istogramma. Visto che i file HDR necessitano di visualizzatori appositi per la diffusione e fruizione generale bisogna equalizzare il file, in una copia (ad esempio un Jpeg) in cui si fissano definitivamente le informazioni sulla luminosità.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 17/05/2006 e archiviato in: articoli  
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