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Comicsblog – Erik Larsen e la caratterizzazione dei supereroi

Come fa un disegnatore a rendere Peter Parker davvero Peter Parker? E superman? Quali sono gli elementi che definiscono le fattezze di un personaggio? E quanto in là ci si può spingere senza tradirne l’idea originaria?

di Nicola D’Agostino

Erik Larsen su Twitter

Come fa un disegnatore a rendere Peter Parker davvero Peter Parker? E Superman? Quali sono gli elementi che definiscono le fattezze di un personaggio? E quanto in là ci si può spingere senza tradirne l’idea originaria?
Sono questioni a cui si è dedicato il disegnatore Erik Larsen in una serie di messaggi su Twitter.

Sì, il creatore di Savage Dragon e cofondatore della Image è su Twitter ed è uno tra i professionisti del fumetto più attivi sul servizio di micromessaggistica. Tramite il suo account Larsen condivide esperienze e opinioni e interagisce con colleghi come Kurt Busiek, Bryan Hitch o Jimmy Palmiotti o qualsiasi altro utente lanciandosi in discussioni tutt’altro che banali. Un buon esempio è la riflessione fatta alcuni giorni su alcuni personaggi storici della Marvel e della DC e su quanta libertà un disegnatore si possa effettivamente prendere.

Lo spunto di partenza è il modo in cui Paolo Manuel Rivera (e forse Joe Quesada) ha disegnato Mary Jane nella nuova saga di Spider Man intitolata O.M.I.T. L’acronimo sta per One Moment In Time, e la storia riprende le fila del ciclo One More Day (http://www.comicsblog.it/post/3158/uomo-ragno-un-giorno-nuovo-by-panini-comics) in cui il matrimonio di Peter e Mary è stato annullato.

Secondo Larsen MJ non è stata disegnata in maniera riconoscibile perché mancano tre elementi chiave: le sopracciglia inarcate, le fossette nelle guance e quella sul mento.

“Non ritengo che tutti i disegnatori debbano rispettare alla lettera i model sheet ma… insomma, almeno rimanere nei canoni”.
A questa critica Larsen ha fatto seguito con un collage (che vedete di seguito) di due Mary Jane: quella di Romita Senior e quella di Rivera chiedendo “e questa sarebbe la stessa persona”?

Mary jane Watson

Un utente ha obiettato facendo notare che non ci si può aspettare che i disegnatori di oggi disegnino un personaggio esattamente allo stesso modo e che ad esempio Lois Lane -altra celebre comprimaria di un supereroe- non può avere lo stesso aspetto che aveva sessanta o settanta anni fa.
La risposta è stata che ovviamente l’aspetto può e deve evolversi, ma che a mutare siano gli abiti o il modo in cui si portano i capelli ma non la forma del viso.

Ci sono ovviamente delle eccezioni, concede Larsen: una è l’interpretazione di Hulk, che “è cambiata radicalmente da un disegnatore all’altro” e addirittura lo ha fatto tra il primo e il secondo numero.

Il disegnatore ha però ribadito che sia McFarlane che lui, entrambi noti per un tratto grottesco e esagerato, sono rimasti fedeli ai canoni fissati da Romita. Senza quelle tre caratteristiche citate MJ “potrebbe essere qualsiasi ragazza carina con i capelli rossi”: basta cambiare il fumetto e diventa la Vedova Nera oppure Jean Grey.

In realtà a sentire l’autore di Savage Dragon, nel fumetto supereroistico non sono poi così tanti i personaggi con fattezze ben definite come quelle di MJ (o di Peter Parker).

Superman ad esempio deve avere il suo bravo ciuffo ma per il resto ha un viso piuttosto generico. Lo stesso varrebbe per Lois Lane e per Bruce Wayne, il cui volto è spesso cambiato, così come sarebbe cambiato quello di Lex Luthor. Di contro Larsen ha notato come i personaggi DC acquisiti dalla Fawcett abbiano un aspetto preciso: due esempi sono Captain Marvel (Shazam) e il suo antagonista, il supercriminale Dottor Sivana.

Tornando alla Marvel Larsen afferma che purtroppo Steve Rogers è un altro personaggio graficamente abbastanza generico: sì, ha una fossetta sul mento ma per il resto è un Superman biondo. “Mettete nella stessa stanza Hank Pym, Steve Rogers e Occhio di Falco [ovviamente senza costumi, nda] e sarà impossibile distinguerli”.

I disegnatori avrebbero la loro parte di colpa: Larsen non ha risparmiato critiche a un mostro sacro come George Perez notando che ha spesso disegnato donne molto simili ma con capelli diversi. Alcune eccezioni sono i visi molto caratteristici che Perez ha dato di Starfire e Raven dei Teen Titans. Il problema però c’è e consisterebbe in “una naturale tendenza a disegnare i personaggi in maniera generica” perché “gran parte degli artisti [dei comics] non si documentano sui visi”.

Nota: l’immagine di Mary Jane Watson è copyright della Marvel mentre nello sfondo di Twitter compare The Savage Dragon, che è un copyright di Erik Larsen.



Pubblicato il 8/07/2010 e archiviato in: articoli  
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