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Bookmark privati – Web 2.0, i siti della settimana (80)

C’è chi l’ha definito “asocial bookmarking”: al di là del nome usato e delle possibili critiche di fondo l’esigenza di strumenti per archiviare indirizzi online e avere controllo su chi e come può consultarli è concreta. Vediamo alcuni tra gli strumenti disponibili in Rete.

di Nicola D’Agostino

Unalog
Lo conoscono in pochi ma è in giro da almeno due anni. Un po’ grezzo e fieramente indipendente, Unalog è stato tra i primi a permettere di impostare come privati non solo singoli indirizzi ma interi account, visibili e consultabili solo dal proprietario.

Faves
L’abbiamo già segnalato quando si chiamava BlueDot.us. Si sono aggiunte anche nuove funzioni ma il servizio rimane appetibile perché permette di condividere url con una o più persone creando dei gruppi o sottogruppi alla bisogna.

Furl
Anche Furl è in giro da diversi anni e i livelli di privacy disponibili sono due: legato al singolo indirizzo oppure ad un topic. Un’idea pratica con cui rendere privato qualsiasi url archiviato sotto quell’argomento specifico (perché magari riservato).

Blogmarks
Blogmarks è un altro veterano dei servizi di bookmarking e oltre al solito l’indirizzo annotato ha un secondo livello di riservatezza legato ai tag, che possono essere sia pubblici che privati.

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it