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Apple: i segreti dei nuovi iMac e MacBook

Schermi, batterie, sensori, drive: addentriamoci nelle caratteristiche tecniche del nuovo desktop con monitor incorporato e il nuovo portatile Macintosh di Apple.

di Nicola D’Agostino

Arrivano nuovi dettagli utili sugli iMac e MacBook presentati la scorsa settimana da Apple. Ecco di seguito alcune informazioni,  confermate anche dai disassemblaggi del sito iFixit, e rivolte a chi vuole capire meglio le scelte progettuali di Apple e regolarsi per un futuro acquisto.

Chi sceglie l’iMac da 27” rispetto a quello da 21,5” si trova con un computer con caratteristiche da workstation, assimilabile al Mac Pro come testimonia la possibilità di montare processori di classe Xeon come il core i5 (o i7) e i quattro slot per espandere la memoria sino a 16 GB, finanze permettendo. imac27ifixit Tutta questa potenza viene tenuta sotto controllo da due dissipatori (uno per la Cpu e uno per la scheda grafica), tre ventole e sei sensori di temperatura.

Apple ha inoltre adeguato gli altoparlanti audio alla dimensione dello schermo, il cui pannello è prodotto da LG, e trovato un modo per garantire una buona connettività WiFi nonostante il corpo dell’iMac sia fatto di alluminio: ha integrato l’antenna della scheda Airport con la mela trasparente sul retro, fatta di plastica.

Nei mesi passati erano giunte voci che l’iMac sarebbe stato dotato di drive Blu-Ray, ma sembra che questa caratteristica sia stata rimossa poco prima di andare in produzione: la scelta originaria era probabilmente il Panasonic UJ-135 che ha gli stessi attacchi e dimensioni del Superdrive.

Ciliegina sulla torta, pardon, sul Mac, è la capacità di usare la porta Mini Display non solo come uscita ma anche come ingresso video. È una caratteristica presente solo sul 27” e richiederà un adattatore, sulla cui disponibilità Apple non si è ancora pronunciata. Sembra però che l’iMac dovrà comunque restare acceso perché il segnale, per arrivare dalla Display Port all’Lcd, deve passare dalla scheda madre.

Anche il MacBook ci riserva diverse sorprese. Una è che il fondo, asportabile dopo aver tolto otto viti, in realtà non è di policarbonato come il resto del case ma è una lastra di alluminio dal peso non indifferente (266 grammi), ricoperta di gomma. Tolto il fondo si può accedere a disco, Ram PC3-8500 (che Apple impiega ormai su tutti i portatili come anche sugli iMac) e anche alla batteria integrata, la cui sostituzione è però riservata ai centri autorizzati. Nonostante la maggiore autonomia, questa batteria pare essere più leggera e con un valore watt-ora superiore, 60 invece dei precedenti 55.

Si è inoltre scoperto che non è sparita solo la Firewire ma anche il sensore per gli infrarossi: il risultato è i telecomandi di Apple (vecchio e nuovo) non funzionano su questo portatile. Positiva invece la scomparsa dell’inverter, componente in passato suscettibile di rotture: con lo schermo retroilluminato a Led non è più necessario.

L’immagine dell’iMac 27” smontato è tratta da iFixit

Articolo originariamente pubblicato su Mytech.it



Pubblicato il 27/10/2009 e archiviato in: articoli  
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